Il prezzo della Brexit

A marzo ci si aspettava di risanare il debito pubblico entro il 2020. E l’uscita dall’Unione Europea doveva servire proprio ad aiutare questo processo. Ma invece Londra ha scoperto in questi giorni che nel 2020 avrà aumentato di 122 miliardi di sterline il proprio debito.

È quanto ha riportato il cancelliere Hammond nel suo primo Autumn Statement, rilasciato ieri. Solo previsione negative dunque: il PIL si fermerà a 1,4% nel 2017 (molto meno di quanto previsto), e, soprattutto, la produzione industriale è molto minore rispetto a quella di altre nazioni, fino a 30% in meno rispetto Germania e Stati Uniti.

Per rimettere in moto la macchina britannica verranno versati 23 miliardi in infrastrutture e innovazione. Cambi anche nella politica di austerity sostenuta da Osborne. Infatti, Hammond ha deciso di creare un nuovo piano per le case e di portare a 7,50£ l’ora la paga minima.

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Anche le tasse scenderanno, ma solo per le multinazionali, una misura presa per non perdere gli investimenti delle grandi compagnie all’interno del Regno Unito.

Ma nessuno sa con esattezza quali saranno i costi reali alla fine del processo della Brexit.

Post Author: The Italian Zone

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