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BREXIT tra Parlamento, Governo e Corte Suprema

La tanto discussa decisione presa dalla maggioranza degli inglesi per uscire dall’Unione Europea non riesce a trovare una semplice soluzione. A quanto pare dovrà passare per diversi iter, le pratiche tra Governo, Parlamento e Theresa May non sono facili.

La Brexit deve passare dal Parlamento, con un foto di 8 giudici a 3, La Corte Suprema ha deciso che è necessario un voto della camera dei Comuni e della camera dei Lord per decidere di dare formalmente il via all’uscita dall’Unione Europea.

E’ l’articolo 50 del Trattato di Lisbona sulla secessione degli Stati membri a decidere tutto. Theresa May non potrà revocarlo prima che il Parlamento abbia dato la sua approvazione. Una sconfitta simbolica ma non si può ancora sapere se avrà ripercussioni anche sulle pratiche effettive per la Brexit. David Davis sta cercando di far passare una legge per velocizzare i tempi e dare al Governo inglese l’onore di attivare l’articolo, la sua intenzione è quella di avviare il negoziato entro giugno 2017 (ad un anno passato dal referendum).

Il leader laburista afferma che l’opposizione cercherà di mettere dei paletti, l’uscita dall’ Europa non potrò basarsi su un SI’ del Governo e il voto del Parlamento dovrà avere significato.

Il Presidente della Corte Suprema ha dichiarato che il Governo non può fare scattare l’articolo 50 senza un atto del Parlamento che lo autorizzi a farlo. Il succo della sentenza del magistrato ha fatto capire che se da un lato i giudici hanno dato torto al Governo, dall’altro gi hanno dato ragione, negando il diritto dei parlamenti autonomi di Scozia, Irlanda del Nord e Galles di votare a loro volta sulla Brexit. Creando così ancora più scompiglio nella faccenda.

 

Post Author: Giulia Livia

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