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BREXIT e la crisi di Londra

Sadik Khan, il sindaco, ha pubblicato oggi un rapporto che rivela l’effetto “paralizzante” che la Hard Brexit creerebbe nella capitale, sopratutto per quanto riguarda la costruzione delle abitazioni.

Il documento di Khan mostra come più di un’ agezia di costruzioni su quattro è dalla parte dell’ Unione Europea ed si sente insicura con l’arrivo della Brexit.

Theresa May per ora rifiuta di fornire rassicurazioni sullo status futuro dei lavoratori dell’ U.E. a Londra. Il ministro Ambra Rudd ha però dichiarato che la questione è tra le principali priorità da risolvere.

La preoccupazione del sindaco verte sulle compentenze in materia che andrebbero a perdersi, sarebbe un grave danno per imprese grandi e piccole. La forza lavoro attuale va mantenuta perchè è qualificata ed è, a detta del sindaco, “cruciale” per il futuro delle imprese edili e del futuro di Londra.

Sadiq Khan ha previsto un effetto paralizzante sui piani per costruire nuove abitazioni a Londra, una necessità che si risente sempre di più. Ci sono circa 350.000 i costruttori di Londra che lavorano per l’edilizia abitativa, uffici e infrastrutture, di cui la metà sono dal Regno Unito e il 27 per cento – o 95.000 – provengono da paesi dell’Unione Europea. Un altro tre per cento provengono da altri paesi europei, mentre il 14 per cento provengono dal resto del mondo.

Per salvaguardare la crisi del settore Londra richiederà almeno per un breve e medio termine un accesso al lavoro dei migranti nell’UE e l’inizio protezioni dato alla forza lavoro migrante esistente.

Post Author: Giulia Livia