brexit

Countdown per la Brexit: la chiusura all’U.E. si avvicina

A marzo inizia il countdown per la Brexit. Gli europei che pensano di traferirsi nel Regno Unito potranno subire una stretta alla loro libera circolazione.

Dopo l’avvio dell’articolo 50, previsto entro la fine di marzo, gli immigrati non avranno più il diritto di poter rimanere a vivere nel Regno Unito. Potranno anche solo essere soggetti a un visto di lavoro e avere i benefit limitati.

Fra due settimane i cittadini dell’Unione Europea, quindi, potrebbero perdere la possibilità di emigrare e forse anche studiare?

L’esecutivo si sta mettendo all’opera per creare una serie di limitazioni e ridurre gli ingressi nel Paese. Un’azione forse un pò troppo azzardata per adesso perché il Regno Unito fa ancora parte dell’U.E. e quindi ha ancora doveri verso i suoi cittadini europei e d in più deve vedersela anche con la Scozia, che (si vocifera) desidera un secondo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito.

La ministra Nicola Sturgeon vorrebbe richiamare il voto popolare per salvare la Scozia e farla restare nel mercato unico europeo. Il Governo di Londra nega un secondo referendum, una decisione che rischia di creare un “muro contro muro” con una crisi costituzionale o alla paggio lo sfaldamento del Paese.

La Gran Bretagna si gtroverà fuori dal mercato comune e dall’unione doganale, si parla anche di preparazione alla crisi con l’arrivo dell’ennesima “spending rewiew”, revisione della spesa pubblica, annunciata da Theresa May.

L’esecutivo di Theresa May, infatti, ha chiesto ai ministeri un taglio dei costi del 6%, per risparmiare 3,5 miliardi di sterline (circa 4,37 miliardi di franchi) da qui fino al 2020.

Theresa May confida nell’ articolo 50 del Trattato di Lisbona per avviare i negoziati sulla scissione di Londra da Bruxelles, ovviamente i tempi saranno lunghi, ci vorranno,almeno, due anni. Perciò, indiativamente, sarà nel 2019 che scadrà la “libertà di movimento”, uno dei principi fondamentali della U.E..

Ma prima di questo bisogna aspettare il voto della Camera dei Lord, che a differenza del voto della Camera dei Comuni, potrebbe stabilire delle condizioni sulla Brexit, ad esempio il diritto ai 3 milioni di residenti attuali di poter rimanere nel Regno Unito.

Non ci resta che aspettare e nel frattempo cercare di impegnarci ad usare i nostri diritti di cittadini europei residenti nel Regno Unito.

Post Author: Giulia Livia