inquinamento londra

L’inquinamento a Londra, una storia lunga più di sessant’anni

A causa di una grave tragedia, nel 1956 venne approvato a Londra il Clean Air Act, il primo grande provvedimento volto a contenere l’impatto ambientale degli inquinanti urbani e non solo.

La tragedia che viene ricordata come il grande smog di Londra si riferiva al dicembre 1952. Tra il 5 e il 9 dicembre l’Anticiclone delle Azzorre si stabilì sull’Atlantico settentrionale, creando un fenomeno di forte inversione termica proprio sulla città di Londra. Uno strato di aria fredda e stagnante rimase intrappolata verso il basso da un altro strato di aria più calda, causando un’assenza totale di ventilazione e di ricambio d’aria, accompagnati da temperature rigide, che spinsero gli abitanti di Londra ad aumentare il consumo di carbone per il riscaldamento domestico. Questo produsse un’enorme quantitativo di smog che si andò a sommare a quello già abbondantemente prodotto dalle ciminiere industriali.
Per salvaguardare i cittadini furono regolamentate le emissioni industriali e domestiche, fu imposto l’utilizzo di combustibili meno inquinanti e avviati programmi per ricollocare gli impianti per la produzione energetica lontano dai centri abitati.

inquinamento londra antica

Il carbone usato a quei tempi era di qualità infima, perchè la Gran Bretagna, nel pieno della crisi economica del dopoguerra, preferiva esportare il carbone più puro ed economicamente più remunerativo e tenere per il consumo domestico quello meno pregiato, contenente elevati contenuti di zolfo e quindi molto più inquinante. Questa serie di fattori climatici piuttosto particolari e la mancanza di una responsabile conoscenza dei problemi ambientali, furono determinanti per il consumarsi della tragedia. Le cronache del tempo registrano una visibilità dell’ordine di pochi metri. Il trasporto pubblico in superficie venne sospeso, venne impedita la circolazione anche dei veicoli privati e delle ambulanze. Le scuole vennero chiuse e diversi spettacoli teatrali o cinematografici furono interrotti perchè gli spettatori non riuscivano a vedere il palcoscenico: lo smog era ormai filtrato anche all’interno di locali e abitazioni. Chi possedeva una maschera antigas iniziò ad utilizzarla per scendere in strada.

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L’aria diventò irrespirabile e i cittadini furono colpiti da malori di ogni tipo, principalmente riguardanti patologie dell’apparato respiratorio.

Quando l’arrivo di una perturbazione portò finalmente la pioggia, sulle strade e sui palazzi si depositò uno strato di sudiciume oleoso, dall’odore pungente e irritante per gli occhi e le vie respiratorie. Nonostante una prima valutazione attribuisca alla piaga del grande smog 4.000 decessi dovuti a infezioni dell’apparato respiratorio, da studi recenti si è arrivato a ipotizzare che le vittime dirette e indirette ammontino a ben 12.000 persone, con 100.000 casi di malattie imputabili all’esposizione della nebbia assassina.

Inizialmente l’alto numero di decessi venne attribuito a un’epidemia di influenza ma l’analisi dei tessuti prelevati dai cadaveri confermò che i polmoni delle vittime erano intasati dalla polvere nera e dai metalli pesanti.

Post Author: Giulia Livia

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