brexit

Brexit: vittoria per la May ma nuova battaglia per la Scozia

13 Marzo 2017, un’altra data da ricordare in quell’ter che cambiarà per sempre l’assetto della geografia politica europea. Dopo un mese di dibattito, che vedeva passare la legge da una Camera all’altra come una pallina da ping pong in una partita infinita, ieri ha cessato il suo oscillare. La partita è stata indubbiamente vinta dai Comuni che hanno ottenuto l’abrogazione degli emendamenti dei Lord sulle garanzie a priori dei diritti dei cittadini Ue e su una sorta di potere di veto del Parlamento sull’esito del negoziato. Si avvia quindi senza vincoli il percorso formale per il divorzio più famoso dell’ultimo millennio, quello da Bruxelles.

Cosa accadrà ora?

Attendiamo il Royal Assent, il consenso finale da parte della Regina Elisabetta alla legge.

Dopodichè, la premier conservatrice britannica Theresa May potrà utilizzare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona ed avviare i negoziati con Bruxelles per l’uscita del Regno Unito dal club dei 28.

Cosa accadrà poi?

La partita di ping pong passa dai nazionali agli europei. Ci attendono due anni, salvo proroga, di trattative, volte, come più volte ribadito, ad un accordo. Da oggi quindi ogni momento sarà buono per far scattare i negoziati notificando l’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Le previsioni sono per l’ultima settimana di Marzo.

Cosa significa?

Semplicemente che comicia quell’iter deciso a votato dal popolo inglese il 23 maggio scorso. Comicia quell’iter che ha come obiettivo finale l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Comincia semplicemente il negoziato ma resta ancora tutto da decidere.

brexit

Dopo la battuta d’arresto subita a seguito del voto dei Lord, ieri è stata una giornata di trionfo per Theresa May. Eppure nemmeno oggi potrà dormire sonno tranquilli. A rubare i riflettori a Theresa ci ha pensato Nicola,  la first minister di Edimburgo, leader dei nazionalisti dell’Snp, che ha subito colto l’occasione per rilanciare la battaglia per l’indipendenza, dopo il referendum perduto nel settembre 2014.

Nicola Sturgeon  ha dichiarato che “la Hard Brexit” vuole trascinare fuori dal mercato comune e dall’Ue gli scozzesi contro la loro volontà. L’obiettivo è tornare alle urne “fra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019”, di modo che gli scozzesi possano “scegliere il loro futuro” prima che la rottura con l’Ue diventi un fatto compiuto per tutti i sudditi della Gran Bretagna, compresi tra questi, gli scozzesi. L’obiettivo delle Sturgeon è chiaro, anzi chiarissimo ma un nuovo referendum richiede il placet del Parlamento di Westminster, a cui spetta l’ultima parola.

Ancora una volta non resta che attendere.

 

Post Author: Soraya Pedone

Leave a Reply