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Westminster, il giorno dopo l’attacco: il cordoglio e la “Londoner way of life”

“La nostra risposta a questo attacco contro la nostra città, contro il nostro stile di vita, contro i nostri valori condivisi mostra al mondo cosa significa essere un Londoner.”

Con queste parole il Sindaco della città di Londra, il Mayor Sadiq Khan, ha concluso il proprio discorso, nella veglia di commemorazione tenutasi oggi pomeriggio alle 18.00 presso Trafalgar Square.

Insieme a lui, si sono riuniti cittadini comuni, istituzioni del parlamento e forze dell’ordine, per rendere omaggio alle 4 vittime dell’attacco terroristico di ieri, sferrato da un uomo poi identificato come Khalid Massood.

L’assalitore si è lanciato con un’auto tra i passanti sul ponte di Westminster, ferendo circa quaranta persone (alcune delle quali ancora gravi) e causando la morte di 3 civili, per poi accoltellare l’agente Keith Palmer, ulteriore vittima.

Nel ritmo frenetico degli eventi, le informazioni riguardo alla dinamica sono diventate più chiare con il passare delle ore. La fermata della metro di Westminster è stata chiusa, le strade bloccate, i mezzi di soccorso e sicurezza hanno pattugliato i quartieri circostanti.

Nonostante il caos, il cordoglio e la paura, stamattina tutto sembra sia tornato a funzionare regolarmente, dagli uffici ai trasporti – con la sola eccezione della Piazza del Parlamento, ancora limitata al traffico.

Ci siamo addentrate nel centro di Londra, per fare il punto della situazione nei luoghi direttamente interessati dall’atto terroristico.

Saltano subito all’occhio diverse anomalie: pochissime persone per le strade, molti reporter e troupe televisive, un massiccio dispiegamento di polizia. Tuttavia, riusciamo a muoverci liberamente sia a piedi, sia con i mezzi, fino ad arrivare direttamente sul luogo della strage.

Qui, giornalisti in diretta con tutto il mondo tengono aggiornati sulle ultime dichiarazioni di Scotland Yard, in attesa della seduta d’emergenza del parlamento.

Intanto, tra i passanti qualcuno si ferma per appoggiare un mazzo di fiori, un biglietto o una piccola bandiera inglese nel luogo dove è stato soccorso l’agente Palmer, poi deceduto.

Vicino al Parlamento, la città è meno trafficata del solito, per via delle barriere ai mezzi privati, che permettono di sorvegliare meglio l’area di Westminster. Ad appena un paio di quartieri di distanza, si è più vicini alla norma, con auto, bus e taxi che continuano a scorrere, nel ritmo frenetico della metropoli.

Oltre alla dimensione del cordoglio, si percepisce una volontà di andare avanti, di proseguire con la quotidianità nonostante tutto, una persistenza che sembra rientrare pienamente nel carattere incrollabile dei Londoners.

Mentre attraversiamo strade semi-deserte, constatando la differenza con i quartieri in cui abitiamo, raggiungiamo Trafalgar Square, dove man mano si raduna una piccola folla. Qualcuno porta bandiere, qualcuno ha preparato striscioni: alcuni riportano motti dedicati all’amore e alla lotta all’odio, in altri leggiamo la scritta “We Stand Together”, altri ancora riportano l’esortazione del Sindaco Khan “We are not afraid“.

Incontriamo vari gruppi di mussulmani, che insieme alla cittadinanza si fanno avanti in questo momento di dolore per la propria città.
Cercano il dialogo, la comprensione, e in molti tra i presenti si soffermano a parlare insieme a loro.

Poi, giunge il momento del silenzio e dell’ascolto.

Nel corso della veglia, intervengono varie figure istituzionali, a partire dal capo della polizia, Craig Mackey. Intorno, va a crearsi un clima di raccoglimento e fierezza, che si unisce all’intenzione di tornare alla normalità senza dimenticare l’accaduto, recuperando la Londoner way of life come motivazione per far fronte all’emergenza.

Le parole della Segretaria al Ministero degli Interni Amber Rodd sintetizzano i valori che possono aiutarci a capire la resilienza dei Londinesi:

“Siamo tutti interconnessi e oggi lo dimostriamo riunendoci, andando al lavoro, continuando con le cose più normali, perchè i terroristi non ci sconfiggeranno: noi sconfiggeremo loro.”

Post Author: Lara Corsini

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