calo espatri italiani

Effetto Brexit: meno espatri italiani a Londra e più richieste di residenza permanente

Mercoledì 29 Marzo, presso il Parlamento, la Premier Theresa May avvierà formalmente le procedure per la Brexit.

Mentre si attendono le linee guida del Governo Britannico per l’applicazione dell’Articolo 50, lo sguardo cade sui numeri degli espatri italiani a Londra.

Dopo il picco di arrivi nel 2014, infatti, nell’ultimo anno gli arrivi nella Capitale sono bruscamente calati, mentre chi risiede da anni su suolo britannico si è mobilitato per assicurarsi dei diritti una volta che il divorzio dall’UE sarà ufficiale.

I dati raccolti dall’ambasciata e dal consolato italiani parlano chiaro: dopo il Referendum, gli arrivi dall’Italia in Regno Unito sono crollati, sia per quanto concerne gli studenti, sia lavoratori diplomati o laureati.

I giovani under 35, ovvero i diretti interessati dalla mobilitazione internazionale e dalla disoccupazione in Italia (fissa al 40%), mostrano una crescente titubanza nel rivolgersi alle opportunità della City, data l’incertezza derivata dalle potenzialità della Brexit.

Nonostante, inoltre, non servano ancora particolari permessi di soggiorno o documenti d’identità internazionali, sempre più spesso la burocrazia inglese mette le mani avanti per quanto concerne le procedure di applicazione per un account bancario, per la residenza e per l’iscrizione alle università, basandosi su semplici cavilli.

Nel frattempo, le migliaia di italiani che lavorano e vivono a Londra da almeno 5 anni si stanno mobilitando in massa per fare richiesta di residenza permanente – il corrispettivo della carta verde americana. La categoria rappresenta la seconda nazionalità di stranieri dopo i cittadini polacchi.

Anche in questo caso, le procedure sono rallentate dall’apparato burocratico inglese, in crisi per il boom di domande tanto dai connazionali quanto dal resto dei cittadini Europei presenti in pianta stabile sul suolo britannico.

A Londra, come nel resto del Regno Unito, circa l’80% dei lavoratori stranieri ha già i requisiti per ottenere la permanent residence, per la quale dovrà attendere un po’ più a lungo rispetto al passato (almeno 3 o 4 settimane).

Il motivo del rallentamento è dato non solo dal volume imponente di applications o dal questionario che serve compilare (un fascicolo di 85 pagine), ma anche dalle numerose attestazioni necessarie a comprovare la legittimità della richiesta: la lista include bollette, estratti conti, buste paga, movimenti domiciliari e via dicendo – per tutto il periodo trascorso in UK.

Il Parlamento Europeo sta tenendo d’occhio le situazioni di potenziale discriminazione dei cittadini provenienti dagli stati membri, proprio per questo motivo. Probabilmente, nelle prossime settimane verrà avviata una task force specializzata, che monitori l’andamento della transizione burocratica.

Post Author: Lara Corsini

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