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Brexit: Il 29 marzo è passato, cosa accadrà ora?

Il 29 Marzo, il tanto temuto divorzio tra Unione europea e Inghilterra è stato firmato. Cominciano ufficialmente le trattative, della durata di due anni, che accompagneranno l’Inghilterra fuori dal Club dei 28.

Cosa accadrà ora?

L’obiettivo è “limitare i danni” e avere “un divorzio il più tranquillo possibile”. Queste sono state le parole di Tusk a Malta, dove si è recato per presentare la bozza di linee guida dei negoziati che i leader dovrebbero adottare in un vertice straordinario il prossimo 29 aprile. Tusk ha più volte ribadito che l’Europa a 27 non avrà un approccio punitivo ma non intende cedere, sul banco delle trattative, su tre punti: dovranno essere garantiti i diritti dei cittadini europei che risiedono nel Regno Unito; Londra dovrà adempiere agli impegni finanziari che aveva assunto decindendo di far parte dell’Unione europea; infine dovrà essere risolta la delicata questione irlandese.
“Non ci saranno negoziati paralleli”, ha avvertito Tusk. Prioritariamente dovranno essere decisi questi tre punti e solo successivamente si affronteranno tutte le altre questioni che fanno parte del tavolo delle trattative.

Brexit

Nonostante l’attenzione sia incentrata sui tre punti sopra elencati alcune cose devono essere chiare: tutti i trattati di scambio con gli altri paesi restano all’Unione Europea, mentre la Gran Bretagna dovrà rinegoziarseli. La premier britannica Theresa May ha già escluso di restare nel mercato unico europeo perché consapevole che così facendo dovrebbe accettare le quattro libertà fondamentali dell’UE. Tra le 4 libertà fondamentali, ossia libertà di circolazione dei capitali, delle merci, dei servizi e delle persone, è stata quest’ultima ad essere il cavallo di battaglia per dare inizio alle Brexit. L’obiettivo dell’Europa sarà quindi evitare di cedere all’Inghilterra l’accesso gratuito al sistema commerciale e finanziario europeo. L’accordo che verrà siglato non potrà essere un scappatoia per concedere tutti i vantaggi dell’essere membro del’Unione europea, meno la libera circolazione dei lavoratori.

Quello che per ora è certo è che il  grilletto dell Brexit è stato premuto.

L’accordo è l’obiettivo, il traguardo che si ambisce a raggiungere entro due anni.

Quello che per ora è incerto è il contenuto. Ma è solo questione di tempo.

Post Author: Soraya Pedone

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