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Minimum wage: da Aprile 2017, la paga oraria minima aumenta

Chi è a Londra già da qualche anno avrà familiarità con il sistema della “Minimum Wage“, che prevede paghe orarie minime a seconda dell’età e della tipologia di occupazione.

Cosa è cambiato dal 1° Aprile e che cosa c’è ancora in previsione?

La “Minimum wage“, ora definita National Living Wage, è l’importo orario minimo che i datori di lavoro devono corrispondere ai dipendenti. Viene calcolata a seconda del costo della vita nell’area di riferimento, nel caso di Londra dalla Greater London Authority.

Lo scorso anno, il livello era stato fissato a 7,20£/ora per gli over 25. Dal 1° Aprile 2017, il Budget stabilito dal Chancellor Philip Hammond ha previsto un aumento a 7,50£ orari per questa fascia d’età, in modo da venire incontro alle necessità imposte dai costi Londinesi.

Per quanto sia rassicurante avere una soglia minima, infatti, servirebbero almeno altri 2£ all’ora (a Londra come nel resto del Regno Unito) perché gli stipendi diventino realmente sostenibili.

Katherine Chapman, della Living Wage Foundation, afferma:

“Nella realtà, un quinto dei lavoratori non sono pagati abbastanza per poter sopravvivere. C’è ancora uno scarto consistente tra il minimo imposto dal governo e la Living Wage necessaria per vivere in Regno Unito (£8.45) e a Londra (£9.75)”

Il Budget governativo risente della austerity imposta dal periodo di incertezza politico-economica, soprattutto con la volatilità del mercato causata dalla Brexit.

L’obiettivo prefissato, tuttavia, è di dare uno slancio alle paghe orarie, fissando un incremento annuo progressivo che porti a raggiungere il minimo di 9£/ora entro il 2020.

Post Author: Lara Corsini

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