Enzina Fuschini, una donna e un’artista. Un ponte con la comunità in grado di emozionare

Incontro con Enzina Fuschini, eclettica artista italiana che lavora e trasmette da molti anni la sua arte nella Capitale Britannica. Tramite l’arte racconta se stessa e trasmette le sue emozioni e pensieri. Ha trovato a Londra la sua dimora pur non dimenticando mai le sue radici italiane e la sua terra.

Ciao Enzina, sei una donna, un artista, e come più volte da te ribadito un’italiana. Quando e dove è inizata la tua passione per l’arte?

La mia famiglia ha sempre avuto un inclinazione per l’arte. La prima grande artista era mia nonna, con i suoi splendidi ricami. Un’altra donna cruciale della mia vita è stata mia mamma. Una figura molto importante che mi ha sempre lasciata libera di scegliere. Il suo dono più grande è stato piantare in me il seme della fede che non mi ha mai abbandonata e ispira ogni mio lavoro.

Quale è stato il tuo primo lavoro, o meglio, la tua prima opera?

Avevo sei anni. Sono molto legata alle mie radici, alla mia famiglia e alla mia italianità. La mia prima opera è stata quindi la casetta di mia nonna. Sfortunatamente non ce l’ho più ma la ricordo come l’avessi disegnata oggi, l’avevo persino firmata in rosso.

Da dove trai la tua ispirazione?

Da Dio. Dio è ovunque, i fiori, i colori, la bellezza del mondo, l’umanità nel suo complesso. Dio è amore ed è grazie a lui che apro il mio cuore. Come dicevo, fu mia mamma a piantare dentro di me il seme delle fede e con il tempo quel piccolo seme è cresciuto. Ricordo ancora, quando ero bambina, come mia mamma, quando la notte non prendevo sonno, mi cullava parlandomi della Madonna. Ancora oggi provo le stesse sensazioni.

Nella tua vita hai prodotto molte serie, cosa si prova a vendere un quadro?

Il rapporto che si crea con il proprio lavoro è come quello che si ha con un figlio. Gli dai vita e lo vedi crescere. Quando poi è pronto, proprio come si fa con un figlio, lo si lascia volare via. Lo si amerà sempre ma è giusto che vada.

Cosa significa per te l’arte?

L’arte è come un ponte tra me e l’umanità. Tramite essa riesco ad esprimermi, a comunicare un messaggio, un pensiero, un emozione. L’arte consente di abbattere i muri e di comunicare, nel senso più intimo e profondo del termine, con il mondo, con la comunità. Mi da una profonda gioia  quando vedo che il mio messaggio arriva alle persone e riesco ad emozionarle. Sicuramente è il compenso più grande che dona il mio lavoro. Grazie all’arte trasmetto una mia emozione ed emoziono.

Enzina Fuschini

Hai vissuto per due anni con Giorgio de Chirico, come è avvenuto il vostro incontro?

Ero molto giovane, avevo 25 anni. Non avevo nemmeno mai preso un treno. Andai ad una mostra a Genova e vidi le sue opere. Ne rimasi ammaliata. Durante quell’occasione vidi un libro sul quale era segnato l’indirizzo del suo studio. Tornai a casa e dissi a mia mamma: “Mamma io voglio conoscere il maestro, vado a Roma”.

Ci sei andata davvero a Roma?

Certo. sono andata all’indirizzo del suo studio e ho suonato il campanello. La segretaria, tale Vincenzina mi disse di tornare la sera alle sei. Quando tornai l’accoglienza non fu delle migliori, mi sentii molto indesiderata e umiliata. Pensavano fossi stata così sfacciata da non rendermi conto di dove mi trovassi. Ma si sbagliavano, la mia non era sfacciataggine ma solo desiderio di conoscere un’artista che ammiravo molto. Ad un certo punto le emozioni e i sentimenti contrastanti furono tali che mi misi a piangere. Fu la guardia del corpo di De Chirico ad intervenire invitanto la segretaria a farmi conoscere, anche solo per 5 minuti, il maestro. Fu grazie alle sue parole che Vincenzina si convinse e riuscì così a conoscere De Chirico, a mostrargli e donargli i miei lavori. L’emozione fu unica.

Cosa accadde dopo quel primo incontro?

Passarono dei mesi, continuai a studiare arte e feci la mia prima esposizione. Decisi di invitare anche De Chirico ma lui non venne. La sera stessa, mentra cenavo con mia mamma ricevetti una telefonata. Era Vincenzina. Mi disse che il maestro mi apriva le porte di casa e che potevo trasferirmi a Roma. Da quel giorno in poi la mia vita cambiò per sempre.

So che dopo Roma ti sei trasferita prima a Parigi e poi a New York. Come è stato vivere in queste grandi metropoli?

Non ho mai sentito la solitudine. Non ho mai provato la sensezione di sentirmi sola o piccola, schiacciata dall’immensità della città. Per me è stato il contrario. Sopratutto New York è stata una rivelazione. L’immensità di tutti quei palazzi, la loro geometria che tende al cielo, all’apertura verso il divino mi hanno sempre fatto sentire accolta, ispirata.

Vivi a Londra da ormai molti anni, sei innamorata di questa città?

Amo Londra e amo l’Inghilterra. Trovo il popolo inglese molto intelligente, mi ha sempre accolta e fatta sentire accolta. Amo la frenesia di questa città, il brulicare continuo di gente. Consente di poter osservare l’umanità in tutti i suoi colori e le sue forme. Nonostante abiti da molti anni quì non dimentico però le mie radici italiane. Amo la mia patria e ho un profondo rispetto per tutto il sangue degli italiani che è stato versato per avere la nazione che siamo oggi. Quì a Londra gli italiani sono molto apprezzati per le loro grandi qualità.

Hai un quartiere o una zona di Londra che apprezzi più di altri?

Il mio quartiere preferito è indubbiamente Chelsea. Non solo per la sua architettura ma anche e sopratutto per il continuo movimento di persone. Per me è il cuore di Londra.

Hai collaborato con molti nomi illlustri, De chirico in Italia, Karim Al Faed e Mohemmed Al Faed a Londra. E questi sono soli alcuni dei molti nomi. Da donna a donna, hai mai incontrato delle difficoltà nel mondo dell’arte?

Certamente. Ma a me non è mai interessato. Sono sempre andata avanti per la mia strada.

In queste ore mi hai mostrato un album in cui sono racchiusi tutti i tuoi primi lavori, la tua storia. L’ultima pagina contiene un giuramento. Di cosa si tratta?

Sono delle parole scritte da me che rappresentano il mio impegno e il mio legame inscindibile con l’arte. Il mio giuramento recita: “Giuro a me stessa davanti al Signore nostro unico Dio, di dedicare tutta la mia vita all’arte, alla purezza, alla verità! Amo immensamente il mare, il sole, le stelle, la luna, la terra…! … Amo tutta l’umanità…! Amo la vita perchè solo vivendo questa nostra grande e più  bella ricchezza possiamo aiutare, comprendere gli altri fratelli”.

Amo l’arte per l’emozione che provoca e il messaggio che grazie ad essa riesco ad esprimere. Il suo potere di abbattere il muro della solitudine e creare un ponte comunicante con la comunità.

 

 

 

Post Author: Soraya Pedone

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