Costantino Nuzzo

Scoprire Londra in cucina e farla propria, la storia di Costantino

Costantino è a Londra dal 2011. Il suo legame con Londra pare inossidabile, dopo parecchi anni ed esperienze, ora ha deciso di aprire un suo business.

Ciao Costantino! Raccontaci un po’ dei tuoi studi

Io sono di Caserta, ho studiato all’ istituto professionale alberghiero Galileo Ferraris. Una scuola che mi ha formato  bene per quanto riguarda la base di ciò che si deve conoscere in una cucina e per diventare uno Chef.

Una volta conclusi gli studi hai deciso subito che sarebbe stata Londra la tua meta, come mai?

La scuola ci aveva dato la possibilità di lavorare per un’agenzia a Londra. Avevo 19 anni e non vedevo l’ora di mettermi in gioco, così sono partito.

A dover partire all’inizio eravamo circa una decina  alla fine siamo partiti in 3.  Non è stata ovviamente una decisione facile, c’era la paura di affrontare l’ignoto e dovevamo avere la capacità di essere autonomi. 

Tu hai deciso di partire lo stesso

Sapevo che non sarebbe stato facile. Non era un gioco e me ne sono accorto subito. Mi ci sono voluti 6/7 mesi per capire Londra e iniziare a pensare di viverla a pieno.

E lavorare per l’agenzia non vi bastava?

No, ci ha dato un’ottima base sulla quale iniziare a comprendere Londra ma poi io e gli amici che sono partiti con me abbiamo iniziato ad organizzarci e camminare da soli.

Come?

Michele ha continuato a fare il pizzaiolo ed adesso ha aperto un proprio business, basato sulla pizza, lo street food e il sapore originale italiano: “Napoli on the road”.

Francesco ha migliorato il suo inglese e ora lavora come cameriere in un club privato frequentato da soli inglesi.

Io sono un libero professionista.

Come sei diventato libero professionista?

Ho fatto tanta gavetta e fatto tante esperienze in diverse cucine: dalle più modeste a quelle a 5 stelle. Ho decisodi diventare un freelance e ho contattato un commercialista.

Di cosa ti occupi?

Attualmente lavoro con 5 differenti agenzie che mi permettono di essere un self-employed dove mi offrono opportunità e turni di lavoro in posti molto lussuosi come lavorare allo stadio, Eventi speciali al famoso Cetriolo, Dorchester con menu di Alan Ducasse e tanto altro. Sono molto contento perché gestisco i miei tempi e impegni ed ho anche parecchie soddisfazioni.

Com’è lavorare da Chef self-employed?

Stupendo! Il mio lavoro mi da il modo di avere un giro di conoscenze assurda nel mondo della cucina e mi permette di conoscere nuove tecniche culinarie e ricette più velocemente rispetto ad un posto fisso e seguire la solita routine dei ristoranti in cui lavoravo prima.

Costantino Nuzzo

Dove hai lavorato a Londra?

Sono stato Demi Chef da Cipriani poi sono passato ad essere uno Chef De Partie al Cavallino e poi passare al Floridita dove ho preso l’attestato come miglior dipendente dell’anno. Da tutte queste esperienze ho imparato tanto, come lavorare e come cucinare piatti molto raffinati. Tutto questo però in tanti anni passati qui a Londra con alcune pause in Italia.

Quindi tornavi a casa ogni tanto?

Sentivo l’esigenza di staccare dallo stress lavorativo. Londra ma soprattutto il mio mestiere richiede tante ore di lavoro settimanali, una vita rinchiusa in una routine troppo continua. Avevo bisogno di riprendermi un po’ il mio tempo e i miei spazi. Rielaborare le idee per poter continuare.

In Italia cosa facevi quando tornavi?

Ho lavorato in un villaggio a Castellaneta Marina, Puglia,  in un Hotel 5 stelle, Kalidrya…è stata una bella e dura stagione. Una volta finita avevo trovato anche un lavoro ma la mia mente era aperta alla visione di un futuro all’estero e non mi trovavo più nei modi e nel metodo lavorativo italiano. Ho capito che volevo crescere, affrontare problemi e raggiungere i miei obiettivi nonostante l’amore per la mia famiglia e la mia terra.

Com’era andare e tornare?

Stimolante. Sono una persona a cui piace combattere, sono determinato, cerco di non arrendermi mai e di trovare una soluzione. La vita è un’innovazione continua come la cucina. Devi cambiare la tua vita per migliorare te stesso.

Sei stato anche ad Ibiza e sei comunque tornato a Londra!

Ho fatto la stagione ad Ibiza sì, ma per ragioni personali sono tornato a Londra e non me sono pentito. Appena tornato a Londra da Ibiza ho trovato lavoro in un Hotel a cinque stelle a Knightsbridge, The Belgravs Hotel, lavorando con Sophie Michell, famosa Chef  di Londra che propone menù vegetariani e vegani.

In Italia ti saresti fermato?

Ci avevo pensato quando lavoravo per O’ Masterchef ad Alghero. Mi trovavo molto bene e ci sarei rimasto ma la burocrazia italiana ha rovinato tutto, complicando molte cose e quindi sono ripartito.

Adesso hai deciso di metterti in proprio.

Prima di ripartire a Londra ho studiato bene su come continuare il mio mestiere ma in modo più facile possibile guadagnando di più lavorando di  meno cosi da essere padrone del mio tempo della mia vita sociale.  Mi piacerebbe proporre uno street food  con piatti internazionali, compresa cucina napoletana  e mediterranea o aprire un piccolo ristorante, qualcosa di elegante ed intimo e non troppo eccesivo. Ci sto ancora lavorando!

 

Cosa c’è nel tuo futuro?

Sicuramente la mia famiglia. Cerco di coinvolgere i miei fratelli nella mia vita qui a Londra, con l’idea che possano lavorare al mio fianco nella mia attività.

C’è anche l’Italia nel tuo futuro?

Escludo l’Italia perché non ci sono possibilità per i giovani imprenditori. Londra è una città che ti da opportunità se le sai cogliere, in Italia non sarei mai riuscito ad essere un self-employed.

E come definiresti Londra?

Londra è grigia, cupa e delle volte triste ma ha la capacità di dare la spinta giusta alla tua vita e alle tue ambizioni. Non è più solo un’avventura ma è un’esperienza di vita.

Come ti stai organizzando per la tua futura attività?

In questo momento voglio creare un menù tutto mio basato sulle mie esperienze in base  alla stagionalità dei prodotti, cercando di portare un ottimo made in Italy qui a Londra. Presto aprirò un blog dove racconterò le mie ricette e le mie esperienze.

Ora con la Brexit siamo tutti preoccupati per come sarà il futuro ma ho già un piano B, ovviamente ambizioso. Se non sarà Londra ho già contato come possibile meta l’Australia o l’America.

Post Author: Giulia Livia

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