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Brexit: cosa sta accadendo al mondo del lavoro?

“Perchè cercare lavoro in Inghilterra se poi fra due anni rischio di dover tornare a casa?”

Questa la domanda di molti europei, che sta frenando la scelta di intraprendere una nuova vita in Gran Bretagna.

Al momento la paura non è supportata da nessun fatto reale. La ministra Theresa May non ha intrapreso nessun accordo che regolarizzi l’attività tra datori di lavoro inglesi e lavoratori europei. Nessun accordo, nessuna novità in tal senso, pertanto al momento la preoccupazione di un rimpatrio immediato non appena l’Inghilterra non sarà ufficialmente più parte dell’Unione europea è solo un’ fantasma senza sostanza. Bisogna dire però che la situazione è totalmente in divenire e avvolta dal più totale dubbio sugli esiti futuri.

Pertanto la paura non sarà ancora diventata realtà però certamente l’incertezza sul futuro Britannico desta preoccupazioni e la domanda resta pienamente legittima: perchè spostarsi se non si ha certezza sul proprio futuro?

La domanda, a questo punto indubbiamente lecita, sta minando la stabilità del lavoro britannico. A supporto di questa affermazione, parlano chiaro i dati riportati dal The Gurdian, sull’analisi condotta dal REC, Recruitment and Employment Confederation. Secondo lo studio condotto, basato sui dati di circa 400 agenzie su tutto il territorio britannico, le agenzie stanno avendo difficoltà a reclutare lavoratori con appropriate competenze, soprattutto per determinate professioni, quali ingegneri, contabili e operatori nell’ambito dell’assistenza sociale.

City of London

Vedendo da vicino la situazione è paradossale: dall’inizio dell’anno si è registrata la presenza di 39.000 nuovi posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione del 4,7 per cento. Un tasso così basso non veniva registrato dal 1975. Epppure le richieste non trovano risposta e i posti restano vacanti.

La situazione è paradossale. Perchè?

La risposta pare abbastanza scontata: il flusso dei cittadini europei provenienti da oltre Manica è in netto calo. Troppi dubbi, poche certezze.

Certo al momento sono solo congetture e preoccupazioni che non hanno fondamento. Non c’è regolamentazione e con le elezioni imminenti il problema non è nemmeno in primo piano. Evidentemente però la paura e il dubbio sul futuro stanno creando le prime difficoltà sul territorio del Regno Unito.

Se la preoccupazione aveva ragione di esistere è una risposta che potrà darci solo il futuro.

Post Author: Soraya Pedone

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