Dall’Industria Musicale al London Fitness Tour: la storia di Elisabetta

Elisabetta Faggiana, 35 anni, ha un curriculum specializzato nel management dell’industria dello spettacolo e musicale: approdata a Londra grazie a un’azienda del settore, ora punta a un cambio di rotta con un nuovo progetto indipendente, il London Fitness Tour, nato proprio in Regno Unito.

 

Ciao, Elisabetta! Sei approdata a Londra grazie al tuo ruolo nell’ambito musicale. Che percorso ti ha portato qui?

Il mio background è stato in realtà piuttosto vario. Tendo a farmi guidare dalla vita, quindi ho colto delle occasioni man mano che mi si sono presentate. Dopo la laurea, ho iniziato lavorando come Commerciale estero per la Germania e la Spagna nell’ambito della moda, ad Arzignano (Vicenza). Visto che mi interessava molto il turismo, ho deciso di iscrivermi al Master della Business School de Il Sole 24ore. Grazie a questa specializzazione, ho collaborato con un Tour Operator di Milano. Tuttavia, sono sempre stata innamorata dell’ambiente dello spettacolo e proprio a Milano ho iniziato poi a lavorare per la M.A.S. come Marketing Manager per la produzione di Musical! In questo ruolo ho fatto una breve tappa a Londra, poi ho incontrato la produttrice dei Musical “Priscilla” e “Cats”, che mi ha proposto di trasferirmi a Dubai, per sviluppare un nuovo concetto di distribuzione teatrale.
Lì ho incontrato il manager della mia attuale società, la Fame Music, che mi ha riportato a Milano, per poi farmi approdare qui a Londra.

 

Quali obiettivi ti hanno spinto a dedicarti a questo ambito lavorativo?

L’ambito musicale e dello spettacolo è sempre stato una mia grande passione. Con il lavoro portato avanti in questi ultimi 4 anni e mezzo, metà dei quali in UK, ho avuto l’opportunità di supportare la carriera di molti artisti emergenti nel mondo, facendo da intermediaria con grandi realtà quali il Ministry of Sound in Australia, GQ a Dubai, la Disney in Italia, Rolling Stone e vari progetti dedicati al genere Rap Italiano. Essere il punto di contatto tra gli artisti, l’industria e i brand mi ha motivato molto, soprattutto perché in qualità di General Manager ho potuto dedicarmi al Marketing Strategico, creando idee innovative in un settore molto differenziato al suo interno. Ho iniziato part-time, per poi essere assunta e dedicarmi a tempo pieno al ruolo.

 

Quali difficoltà hai incontrato a Londra, rispetto a Milano o Dubai?

Ci sono alcune differenze fondamentali, in generale tra Londra e le altre città. Londra è inevitabilmente expensive, ha un costo della vita elevato ed è decisamente più grande rispetto a Milano, una città che puoi sentire più “tua” rispetto a una metropoli. L’aspetto positivo è che a Londra trovi tutte le possibilità immaginabili, è l’ambiente ideale per coltivare i sogni. Dubai, invece, è una realtà a sé stante, che ho vissuto con già una pianificazione alle spalle: la vita negli Emirati è più semplice di quanto si pensi, la capitale è molto sicura e si può passare da un estremo all’altro, da locali e realtà costosissime al tragitto in taxi da 2 pound per attraversare la città. Ho sentito molto la mancanza di una storia, come può essere invece in Italia e Regno Unito.

 

In tasca hai un doppio passaporto, italiano e britannico: quale identità senti più vicina?

In realtà, la doppia nazionalità è una dimensione quasi paradossale! Credo che il sentirmi più inglese o italiana cambi a seconda del luogo in cui vivo. In Italia, l’identità britannica era particolarmente forte: mia madre è inglese, mio nonno era inglese, entrambi insegnanti di lingua, quindi sentivo molto la presenza di questa eredità. Londra ha ribaltato la situazione, in un certo modo. Ho rivalutato tanti aspetti propri della cultura italiana e percepisco molto questa mia parte di identità da quando mi sono trasferita in Regno Unito o, in generale, all’estero.

 

Parliamo allora degli italiani! Londra offre molte possibilità ai connazionali che si trasferiscono in cerca di lavoro: quale marcia in più può avere un italiano in UK?

Di sicuro, da quando sono qui ho apprezzato molto la creatività, l’iniziativa e la voglia di fare, insieme a un forte carisma di donne e uomini italiani che vivono all’estero. In alcuni casi, però, gli italiani non si rendono conto delle proprie capacità, finendo per lamentarsi o non considerando un aspetto fondamentale, ovvero la lingua inglese – una conoscenza necessaria per far crescere la propria carriera. Penso ci siano molte potenzialità che non sempre vengono sfruttate, ma che in questi anni di lavoro a Londra mi hanno fatto preferire la collaborazione con gli italiani rispetto a quella con inglesi.

 

Ultimamente, ti stai dedicando a un nuovo progetto, il “London Fitness Tour”! Parlacene un po’.

Il “London Fitness Tour” è nato in modo casuale, dal desiderio di rendere il Fitness accessibile e divertente, unendolo a un’esplorazione di Londra dal punto di vista culturale e musicale. Il progetto è stato fondato insieme a Savio, personal trainer appassionato di viaggi e di musica che conosce molto bene Londra. Quale modo migliore di fondere insieme i nostri interessi, creando un’esperienza che legasse fitness e turismo? A seconda dei quartieri, vengono creati dei percorsi di due ore e mezza, concentrati in zone non turistiche. Il tour prevede una fase iniziale di riscaldamento completo, un’ora e venti di marcia per visitare il posto scelto, con esplorazione di angoli poco conosciuti e un focus particolare su street art o luoghi legati alla storia musicale di Londra, per poi concludersi in luogo più tranquillo, come un parco o uno spiazzo verde. Il giro si chiude con una sessione di Karaterobic, la disciplina in cui Savio è specializzato, che unisce il Karate con movimenti cardio. Chi vuole può unirsi, poi, a un Brunch collettivo, durante il quale si offrono anche consigli nutrizionali, per capire cosa, come e quanto mangiare, in un momento conviviale.
Puntiamo a proporre queste attività sia agli stranieri che lavorano a Londra, sia a gruppi organizzati, con l’obiettivo di offrire un’occasione costruttiva di socializzazione!

 

Come mai hai pensato a un cambio di rotta rispetto al tuo settore?

Questi sono gli ultimi giorni con una delle società che mi hanno permesso di arrivare a questo punto della mia carriera. Ho sempre lavorato alle dipendenze e ritengo che ora sia un buon momento per curare un progetto personale, da libera professionista, cercando di unire tutti i vari aspetti del mio background professionale, dall’ambito turistico a quello musicale, con nuove sfide e spunti creativi!

 

Quali sfide intravedi, nel tuo futuro?

Il London Fitness Tour ha ottime prospettive e si sta evolvendo in maniera rapida. Il Fitness è uno sport di tendenza, soprattutto in una città metropolitana, dove la gente ha bisogno di ricavarsi degli spazi per liberare la mente e prendersi cura di sé. Innanzitutto, vorremmo posizionarci bene a Londra, per far partire in un secondo momento un franchise ed espandere il format in tutto il mondo. Ci sono già state alcune dimostrazioni di interesse dall’estero, visto che si tratta di un progetto molto particolare, con attività targettizzate. Credo molto nelle potenzialità di quest’idea e il fatto che si ricevano già molti feedback mi porta a spingere sempre più perchè si sviluppi al meglio!

 

La Brexit ha confuso le acque per i lavoratori stranieri in città. Che cambiamenti hai notato, dopo il voto?

Siamo in un periodo di incertezza totale, nella praticità i costi di case e appartamenti scendono, ma nessuno osa muoversi o rischiare. Le società finanziarie si trasferiscono, altre rimangono in stallo, e così via. Personalmente, ad oggi non vedo molti cambiamenti. Staremo a vedere dopo le elezioni di giugno, anche se penso non ci saranno tanti problemi per chi è già qui a Londra. Forse chi dovrà arrivare avrà più ostacoli, ma dopotutto come ci sono cittadini europei in Regno Unito, ci sono tanti cittadini britannici in Europa – e non tutti hanno la doppia cittadinanza come me o mia madre. Sarà un aspetto di cui dovranno tenere conto, con degli accordi reciproci.

 

Raccontaci la tua Londra in poche parole!

Londra è il mondo in una città! Si tratta di una metropoli validissima per tutte le opportunità che offre. Di certo, un grosso difetto sta nel fatto che sia cara e che le retribuzioni siano decisamente sproporzionate rispetto al costo della vita. Ho sentito molte persone in difficoltà nell’arrivare a fine mese, soprattutto con lavori “bassi”. Per questo, consiglio di arrivare a Londra con un piano d’azione, un progetto preciso in mente, altrimenti non c’è paragone con altre realtà europee o italiane, molto più bilanciate.
Come dicevo, Londra offre lo spazio e gli strumenti per provare a realizzare i propri sogni. Se si punta a cambiare vita non è facile, soprattutto se non si conosce bene l’inglese o se lo si vuole imparare. Bisogna pensarci bene, prima di andare “all’avventura”.
La mia Londra è vissuta bene, mi sono trasferita qui grazie all’azienda e ai suoi benefit. In ogni caso, devi avere voglia di crescere e di darti da fare: più rischi, più raggiungi. E in questo, la creatività italiana ha sempre una marcia in più.

 

Per scoprire il progetto London Fitness Tour, potete andare sulla Pagina Facebook o sul sito di Karaterobic.

Post Author: Lara Corsini

Leave a Reply