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Festa della Repubblica: il sottosegretario agli affari esteri Vincenzo Amendola a Londra per discutere della Brexit

Giugno è un mese importante per l’Inghilterra. Oltre a dover fronteggiare la drammatica situazione del terrorismo, deve affrontare dei cambiamenti politici e conseguentemente anche economici, di non poco conto. Nonostante le molte richieste di rinviare le elezioni, l’8 Giugno si terranno regolarmente, una dimostrazione che il terrorismo non può piegare una nazione, per usare le parole di Theresa May “è giusto sospendere la campagna elettorale, che però riprenderà domani”, perché “non possiamo smantellare il processo democratico”.

Altra data rossa sul calendario del mese è il 19 Giugno, giorno in cui cominceranno concretamente i lavori per l’accordo di uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Indipendentemente dall’esito elettorale, la volontà del popolo espressa nel referendum del 24 Giugno scorso, verrà rispettata, andando fino in fondo alla decisione assunta ormai un anno fa.

Resta pertanto da chiedersi: cosa accadrà ora?

Il consolato italiano a Londra, consapevole dei molti quesiti dei cittadini italiani residenti in Inghilterra, ha organizzato una serie di incontri per rispondere e risolvere, quanti più dubbi possibili alle incertezza lasciate dall’annuncio della Brexit.

Uno di questi incontri si è tenuto il 2 Giugno, Festa della Repubblica italiana, all’auditoruium dell’Università del King’s College, per una conferenza dal titolo “Gli italiani nel Regno Unito e la Brexit”. Ospite della serata, il sottosegretario agli affari esteri Vincenzo Amendola.

Il primo a prendere la parola è stato il console Pasquale Terracciano, ponendo l’attenzione sulle difficoltà oggettive che l’amministrazione si è trovata in meno di un anno a dover fronteggiare: iscrizioni in massa all’AIRE e richieste di passaporti che sono triplicate in pochi mesi, passando da 1000 a 3000.  A questo si aggiunge che la maggior parte del lavoro ricade sul consolato di Londra, essendo stati chiusi gli scorsi anni, i consolati di Manchester e Bradford.

La parola passa poi al sottosegretario Amendola, il quale inizia la conferenza con una precisazione ” Soffriamo per essere diventati 27 ma rispettiamo la democrazia”. Il rapporto con l’Inghilterra è di lunga data e resterà di amicizia, nella stesura degli accordi non ci sarà spazio per la vendetta, ” bisogna rispettare l’esito e programmare il futuro”.

Vediamo quindi cosa è emerso.

Come si articolaranno i prossimi due anni?

Ci saranno due fasi. La prima avrà la durata di due anni, iniziati ufficialmente con l’applicazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. L’articolo prevede un periodo trasitorio della durata di due anni, ossia fino al 2019, per uscire dall’Unione europea. “Estendibili?”. Chiede qualcuno dalla folla. Si, estendibili ma si vuole evitare, così da non prolungare questa fase di incertezza.  In questo primo momento quindi, l’attenzione sarà focalizzata nel risolvere tutte le questioni pendenti dal trasito del Regno Unito fuori dall’Unione europea. Una seconda fase invece si occuperà di guardare al futuro, al momento successivo al 2019, per intenderci, a quel periodo in cui la stella gialla del Regno Unito sarà ufficialmente tolta dalle bandiere blu dell’Unione europea. Nonostante gli inglesi premano per poter ottenere due processi in uno, i restanti 27 paesi restano uniti nella volotà di voler procedere separatamente.

Enzo Amendola

Quale sarà l’oggetto del negoziato che terrà occupati i 27 Stati Europei fino al 2019?

Il negoziato vede come punto focale Citizens Firt, cittadini prima di tutto. La priorità assoluta è lo status dei cittadini, non solo degli italiani residenti nel Regno Unito, ma anche dei molti inglesi residenti in uno degli Stati membri dell’UE. Ci sono infatti 3 milioni di italiani residenti in UK, la più grande Little Italy al di fuori dei confini della madre patria, ma anche moltissimi inglesi residenti all’estero, suddivsi nel 27 Stati dell’Unione europea. L’attenzione va quindi rivolta a tutte queste persone che hanno scelto di iniziare una vita lontano dalla madre patria prima che l’uscita del Regno Unito fosse anche solo un pensiero. L’obbiettivo è fare in modo che tutti queste persone subiscano il minor numero di cambiamenti possibile, assicurando tutti quei diritti di cui hanno fruito negli ultimi anni. Questo punto dell’accordo è pacifico e al 99%, assicura Amendola, si otterrà piena tutela dei diritti dei cittadini. La stessa Inghilterra è pacifica sul punto, non avendolo mai sollevato come oggetto di contenzioso. Risolto il punto relativo ai diritti dei cittadini verranno risolte le pendenze finanziarie, la libera circolazione delle merci e delle persone e le procedure giurisdizionali.

Quel è il futuro degli immigrati post 2019?

Inutile mentire. Dal 2019 in poi i diritti saranno completamente diversi. Non ci sarà più libera circolazione delle merci e delle persone perchè questo è appannaggio degli Stati appartenenti all’Unione europea. Non è possibile pensare che la situzione resti identica a quella di uno Stato appartenente all’Unione europea, non appartenendo più all’Unione europea. Tutto questo però, rientrerà nella seconda fase dei negoziati, al momento non è possibile offrire nessuna garanzia o certezza. Non è possibile parlare con precisione del futuro fino a quando non diventerà presente.

Quali sono gli obbiettivi nel futuro prossimo?

L’obbietttivo è organizzare una nuova rete di protezione per dare maggiori garanzie agli italiani all’estero. Come? In primis risulta necessario rafforzare il consolato generale di Londra e riaprire i consolati in altre città del Regno Unito. Nell’ottica di una comune appartenenza all’Unione europea, molti consolati erano stati negli anni chiusi, dando priorità ad altri Paesi come l’Africa o l’Asia. Oggi torna di primaria importanza aprirne sul territorio britannico. Il primo obbiettivo in questa direzione è Manchester. Per allargare poi la rete di protezione è utile, se non fondamentale, iscriversi all’AIRE. L’Italia seguirà passo passo i negoziati, partecipando attivamente a questo processo di trasizione. L’ambasciata italiana è l’unica che fornisce incontri diretti con gli italiani all’estero, rispondendo a quanti più quesiti possibile. Le domande frequenti, il servizio offerto e l’elenco della date degli incontri sono disponibili sul sito dell’Amasciata italiana a Londra.

Il 19 Giugno si darà ufficialmente il via ai negoziati che avranno come obbiettivo l’accordo dei 27. Non ci saranno quindi accordi privilegiati tra Stato e Stato. Nell’accordo ci saranno dolo due parti: Regno Unito e i 27 Stati uniti dalla comune appartenenza alla bandiera dell’Europa.

“Bisogna quindi rispettare l’esito e costruire un futuro di amicizia” il cui slogan sarà Citizens first.

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Post Author: michele