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Brexit: l’Europarlamento dice no ai cittadini di seconda classe

Theresa May riceve il primo no in tema Brexit, proprio sul tema che sembrava essere più pacifico: i diritti dei cittadini.

In una lettera aperta pubblicata dal Guardian, i leader dell’Europarlamento definiscono “deludente” la proposta di May perché crea dei “cittadini di seconda classe”. Il coordinatore dell’Europarlamento per la Brexit, Guy Verhofstadt, e i presidenti dei principali gruppi politici sembrano dunque scontenti della prima bozza di accordo sul tema dei diritti dei cittadini. L’obiettivo da raggiungere è quello di mantenere per i cittadini Ue, gli stessi diritti di cui godono attualmente. Nessuna differenza, nessuna inflessione, nessun cittadino di seconda classe.

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“Il Parlamento europeo si riserverà il diritto di rigettare ogni tipo di accordo che tratti i cittadini Ue, indipendentemente dalla loro nazionalità, meno favorevolmente di quanto lo siano attualmente”, ho continuato poi Verhofstadt, facendosi portavoce del pensiero di tutti gli altri leader coivolti. La posizione sul punto è ferma e non disposta ad arretrare, fino al punto di dichiararsi aperti a mettere il veto a un accordo finale sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea se il governo di Theresa May non migliorerà l’offerta sui diritti dei cittadini.

Altro punto fermo dell’accordo restano le sue tempistiche. Nel testo infatti, i leader dell’Europarlamento si oppongono apertamente ad un eventuale prolungamento dei negoziati che, come più volte detto, avranno una durata di due anni. La ragione è spiegata apertamente nel testo: ” Non sosterremmo una proroga di questa scadenza perché richiederebbe al Regno Unito di partecipare alle elezioni europee nel maggio 2019. Questo è semplicemente impensabile”.

 

Post Author: Soraya Pedone

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