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I costi abitativi causano un esodo di Londinesi senza precedenti

Mentre la popolazione in arrivo è in crescita, un esodo di londinesi è in atto: l’80% in più rispetto al quinquennio precedente ha deciso di abbandonare Londra nel 2016.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di analisi Savills, i costi abitativi spingono sempre più cittadini di Londra a lasciare la capitale per altre località nel Regno Unito.

Nonostante la popolazione urbana sia in continuo aumento, dati gli arrivi internazionali, il costo degli affitti e la qualità della vita poco soddisfacente stanno provocando un esodo di londinesi mai visto.

Tra la metà del 2015 e metà del 2016, si è stimato che siano oltre 93,000 i cittadini di Londra ad aver scelto il trasferimento fuori città, arrivando ad un aumento dell’80% rispetto a cinque anni prima.

Le categorie interessate da questo spostamento sono le più varie e toccano tutte le età, anche se la generazione maggiormente coinvolta è quella che va dai 30 ai 40 anni, una fascia particolarmente toccata dalla situazione post-crisi del 2008.

Sono tanti anche i ventenni che scelgono di spostarsi da Londra, anche se il flusso di persone che si trasferiscono nella capitale, al netto, è più consistente.

“Che si parli di persone in cerca di spazi per la propria famiglia, o giovani che possono permettersi soluzioni migliori rivolgendosi fuori dalla capitale,  sono i costi di alloggio la causa principale di questo esodo – ha affermato Lucian Cook, direttore della ricerca abitativa presso Savills.

La situazione scoraggia anche chi intende comprare una casa, come le nuove famiglie, che per avere una possibilità di acquisto si rivolgono ai distretti attorno a Londra: il costo medio di un’abitazione nella capitale è di 530.000£, mentre la spesa al di fuori è in media di 333.000£, con un risparmio di 230.000 sterline in caso di trasferimento.

Alcune località hanno costi ancora più competitivi: chi si sposta da Camden a St.Albans, ad esempio, riesce a risparmiare oltre 470.000£, come chi sceglie Cambridge al posto dell’area di Kensington e Chelsea può arrivare a una disparità di oltre un milione e mezzo.

La migrazione interessa in particolare le contee che circondano Londra, ma anche Oxford, Cambridge, Bristol, Bath e Brighton.

Stando a Cook, “In una prospettiva domestica, la situazione attuale è un rischio consistente per la competitività di Londra.”

Post Author: Lara Corsini

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