Brexit

Brexit…updating

Con il mese di Settembre cominciano ad intravvedersi alcuni provvedimenti tra cui il documento “The Border, Immigration and Citizenship after the UK leaves the EU” con cui il governo britannico introduce le linee guida che regoleranno i flussi migratori dall’Unione Europea successivamente all’uscita del paese dall’UE.

Tra le novità di maggior rilievo si evidenzia una limitazione di permanenza ai cittadini europei “low skilled” con un ampliamento dai tre ai cinque anni per i cittadini “high skilled”.

La circolazione sarà limitata per i cittadini in solo possesso dei documenti di identità nazionali e restrizioni verranno poste anche alla possibilità di far entrare i parenti, con ingressi ammessi per i familiari più stretti.

Con riferimento più specifico al diritto di lavoro, permessi di residenza non verranno garantiti a chi semplicemente cerca occupazione, verrà invece richiesta la dimostrazione di autosufficienza reddituale per i nuovi migranti. Un ruolo importante verrà giocato dai datori di lavoro a cui verrà richiesta una partecipazione attiva nei controlli sui diritti lavorativi.

Alcune categorie commerciali, che fanno ampio ricorso a manodopera non specializzata, stanno facendo sentire la loro voce per timore di soffrire presto di carenza di personale, senza considerare che attualmente un’elevata percentuale degli assunti, anche in settori richiedenti elevata scolarizzazione come quello delle high technologies, proviene da altri paesi dell’UE.

Tutto questo senza contare i prevedibili effetti sui conti pubblici in termini di minori entrate fiscali, derivanti attualmente da giovani attivi con alta scolarizzazione che danno giornalmente il loro contributo al benessere del paese.

Brexit

Per l’Italia, rimane ancora da definire una regolamentazione commerciale, tuttora assente nel Regno Unito, che provveda a tutelare i prodotti del settore agroalimentare di maggiore interesse dai pericoli di contraffazione, quando già si stimano gli effetti deprimenti della Brexit sulle importazioni di generi alimentari di alta qualità a seguito dell’aumento dei prezzi.

Fino ad oggi il meglio del made in Italy nel settore food & wine, ha registrato un costante apprezzamento e riportato elevati e crescenti volumi in ingresso.

Post Author: Marina Osgnach

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