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Lungometraggi e corti italiani al Raindance Film Festival

E’ iniziato ieri e durerà fino al primo ottobre compreso. E’ il Raindance Film Festival 2017, il più importante festival di cinema indipendente in Europa, una bella vetrina per i registi anglosassoni ma non solo. In particolare quest’anno è previsto uno speciale focus sul cinema italiano.

‘Italy co-Production Forum’ è il nome dato a un’inedita possibilità d’incontro per gli addetti ai lavori d’oltremanica con otto tra i migliori rappresentanti delle produzioni cinematografiche italiane. Al di là però degli aspetti produttivi il Raindance Film Festival offre la possibilità a tutti di assistere alla visione di sei film italiani presentati qui al Cinema Apollo, nel West End di Londra. Ad eccezione di “Golden door” di Emanuele Crialese (Italia, Francia e Argentina) tutti gli altri lavori sono esclusivamente opere prodotte in Italia: “Terraferma” dello stesso Crialese, “Black butterfly” di Brian Goodman, “Children of the night” di Andrea de Sica, “There is a light” di Fabio Mollo e “Viola, Franca”, per la regia di Marta Savia. Alla giuria del festival spetterà il compito di decidere i vincitori dei Festival Raindance Awards: la migliore opera prima, il UK Best Feature, il Best International Feature ed altri premi. Tre cortometraggi e tre lungometraggi saranno infine scelti per essere distribuiti nel Regno Unito nelle sale della catena legata al Cinema Apollo che le ha ospitate per primo.

terraferma

Per vedere i film (italiani e non) è possibile prenotare i biglietti accedendo al sito del festival. Ricordiamo che nel corso degli anni passati molti registi italiani hanno presentato qui le loro opere: tra i più noti Paolo Virzì, Edoardo Winspeare, Paolo Sorrentino, Daniele Vicari e Ascanio Celestini. Sicuramente un’occasione da non perdere per avvicinarsi al cinema italiano all’interno di un festival che non delude e che ha il merito di presentare una selezione del cinema contemporaneo spesso più vero, vivace e multiforme di quanto siamo abituati ad attenderci nel resto dell’anno.

Post Author: Lorenzo Mansutti

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