Francesco De Gregori

A ottobre la musica di Francesco De Gregori toccherà la capitale

Il tour europeo di Francesco De Gregori toccherà anche Londra. Una decina di date o poco più che attraverseranno oltre all’Italia anche Canada e Stati Uniti e tante altre città europee. La capitale inglese lo vedrà cantare e suonare, il 23 ottobre, sul palco dello Shepherd’s Bush Empire.

Oltre al classico repertorio di canzoni “firmate De Gregori”, l’artista romano ha in scaletta anche pezzi di Bob Dylan, un suo storico punto di riferimento. Nell’ultimo album pubblicato (Amore e furto) Francesco De Gregori ha tradotto diversi pezzi di Dylan ed ora ha deciso di portarli con sé in questo tour internazionale, un tour che vuole privilegiare i piccoli club. “Non credo che ci sia una gran differenza – ha affermato il cantautore – fra il nostro pubblico e quello che troverò a Monaco o a Londra o a Parigi. Anche lì è pieno di italiani, e poi il mondo si è rimpicciolito, i linguaggi si sono integrati”. Accanto ai suoi grandi classici come La donna cannone, La leva calcistica della classe ‘68 o Bufalo Bill De Gregori canterà brani come Una serie di sogni, Dignità, Mondo politico etc. che restano molto fedeli agli originali dell’autore americano: “Sono talmente belli che sarebbe stupido – ha detto il musicista – andare a cambiare quello che ha fatto gente come Daniel Lanois o Mark Knopfler; inoltre, poiché nella traduzione inevitabilmente si perde qualcosa, almeno negli arrangiamenti volevo essere più aderente”.

La formazione con cui De Gregori salirà sul palco del Shepherd’s Bush Empire sarà composta da Alessandro Arianti al piano e hammond, Paolo Giovenchi alle chitarre, Guido Guglielminetti al basso e contrabbasso e Alessandro Valle al mandolino (e pedal steel guitar). Sono previsti anche pezzi che De Gregori di solito non inserisce nei suoi concerti per accontentare un po’ tutti: chi ama risentire dal vivo le canzoni ascoltate da una vita e chi, invece, è interessato a scoprire tutto il repertorio del cantautore romano.

Post Author: Lorenzo Mansutti

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