whitechapel

A Londra con Jack the Ripper…

Ancora qualche suggerimento sul tema Halloween…fino alla fine del mese rimane un argomento d’attualità, visto che vari angoli della città si tingono di arancione, viola e nero e fantasmi, spettri e chi sa cos’altro, fanno mostra di sé nei locali, nelle vetrine dei negozi e tra gli eventi spiccano parties in costume, spettacoli teatrali e tour dedicati all’evento. Complice la crescente atmosfera autunnale con notti più lunghe fredde e scure, alcuni angoli della città sembrano davvero evocare tempi passati, momenti bui e personaggi famigerati…

La storia

La leggenda inizia una mattina di Venerdì, 31 Agosto 1888 quando una prostituta (Mary Ann Nichols) venne trovata morta a Bucks Row, Whitechapel con profondi tagli alla gola ed all’addome…8 giorni dopo colpì nuovamente al 29 di Hanbury Street e la vittima (Annie Chapman), sempre una donna, venne scoperta mutilata intorno alla sei del mattino. Anche la seconda vittima riportava le stesse ferite scoperte sulla prima donna trovata uccisa.

Non serve aggiungere che questa seconda uccisione seminò il panico nella East London, lasciando la popolazione al buio circa l’identità del responsabile e soprattutto con il dubbio che avrebbe potuto colpire ancora, ma quando, dove e soprattutto cosa doveva animare questa terribile e violenta rabbia assassina?

Il 27 Settembre l’assassino scrisse una lettera alla Central News Agency dicendo che avrebbe presto colpito ancora, tutto con la firma di Jack the Ripper. Entro 3 giorni dalla ricezione della lettera il killer colpì nuovamente. Il 30 Settembre 1888 divenne presto noto come The Double Event.

La prima vittima Elizabeth Stride fu sempre una prostituta, trovata morta intorno all’una di notte in Dutfield’s Yard, Berner Street sempre a Whitechapel con un taglio netto alla gola ma senza ulteriori mutilazioni ed un’ora dopo una guardia entrò in Mitre Square, zona della sua solita pattuglia e nel momento del ritorno sul posto (era passato da soli 15 minuti) ha scoperto il corpo di un’altra donna (Catherine Eddowes), severamente e selvaggiamente mutilato, al volto ed all’addome.

Questa volta il killer lasciò una traccia vicino a Goulston Street e una frase venne trovata scritta con gesso: “The Juwes are the men that will not be blamed for nothing”.

Quanto è successo dopo ha lasciato ricercatori e studiosi in confusione per oltre un secolo. Il commissario della polizia metropolitana ordinò che il messaggio venisse cancellato immediatamente e egli stesso si preoccupò di farlo di persona al più presto…per questo venne pesantemente criticato e rassegnò presto le sue dimissioni.

Il panico si diffuse velocemente nell’East End, seguirono accurate indagini e vennero identificati alcuni sospetti. 2000 persone vennero interrogate, 300 vennero messe sotto investigazione ed 80 vennero trattenute.

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Un comitato di vigilanza di Whitechapel venne costituito per effettuare sorveglianza sul vicinato e riportare qualsiasi attività sospetta, il Presidente ricevette una lettera scritta a mano da Jack The Ripper.

Il mese di Ottobre passò tranquillo ed i cittadini cominciarono a sperare che l’assassino avesse cessato di uccidere.

Il 9 Novembre 1888 vide il più sanguinoso dei delitti di Jack The Ripper. Un’altra prostituta venne diabolicamente mutilata nel suo stesso letto. E con questa uccisione il regno del terrore finì improvvisamente così come era cominciato.

Per oltre 100 anni successivi ai sanguinosi eventi, scrittori, investigatori hanno combattuto per dare un nome ed un volto a Jack the Ripper, la cui identità rimarrà per sempre celata nella nebbia delle notti Vittoriane.

 

Post Author: Marina Osgnach

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