brexit

Overview of the Economic Survey of the UK 2017 by OECD

La ricerca dell’OECD si focalizza sulla situazione economica e lo sviluppo nel Regno Unito a seguito della decisione di uscire dall’UE con il referendum del 2016. La ricerca è stata presentata a Londra dal Segretario Generale dell’OECD Angel Gurria al Cancelliere Philip Hammond.

I dati emersi dalla ricerca

Nel 2016 il paese ha mantenuto buone performances di crescita, mentre nel 2017 si sono registrate delle situazioni di stallo e tendenze al rallentamento. Tra i più rilevanti suggerimenti della ricerca dell’OECD c’è l’importanza della produttività del lavoro che deve essere ravvivata e mantenuta per l’innalzamento e la successiva stabilizzazione dello stile di vita.

Sono state segnalate importanti discrepanze a livello regionale proprio nella produttività del lavoro che risulta strettamente legata al livello educativo della forza lavoro. Oltre ¼ dei lavoratori del Regno Unito è considerata low skilled e questo rappresenta un freno alla produttività ed incide sulla qualità del lavoro stesso.

Dal punto di vista macroeconomico e dal punto di vista delle politiche commerciali è stato evidenziato che: un’uscita disordinata dall’UE potrebbe intaccare le relazioni commerciali, influendo quindi pesantemente sulla crescita nel lungo periodo. Si suggerisce quindi di prestare particolare attenzione al mantenimento di stretti rapporti commerciali con i paesi dell’UE.

Dal punto di vista della Produttività sono stati evidenziati diversi punti di criticità che potrebbero essere esacerbati dalla Brexit ed ai quali lo studio suggerisce di prestare particolare attenzione:

  • Produttività del lavoro stagnante e con differenze sensibili tra le varie regioni del Regno Unito.
  • Basso livello degli investimenti in infrastrutture e trasporti al di fuori del South-England e Londra in particolare. Anche questo aspetto può aver generato colli di bottiglia nella generazione di nuovi agglomerati e nella crescita della produttività
  • I Governi sub-nazionali hanno scarsa autonomia fiscale e di decisione sulla spesa pubblica (e si sostengono grazie a fondi dell’UE)
  • Il settore housing non ha dato fino ad ora una idonea risposta alla domanda.
  • Basso livello di R&D
  • Le regioni più svantaggiate non incoraggiano l’ingresso della forza lavoro qualificata di cui necessitano

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Le maggiori sfide che dovrà fronteggiare il Regno Unito a seguito della BREXIT

La Brexit dovrebbe essere implementata ad un costo minimo. Circa il 45% delle esportazioni dal Regno Unito sono destinate all’UE dei 27 e sono facilitate dall’appartenenza del paese all’UE.

Il Regno Unito pianifica di uscire dall’Unione Europea non volendo replicare il modello Norvegia e Islanda (single market) e quello della Turchia (unione doganale).

Strategie intraprese dal paese:

  • La creazione di nuove agenzie per la pianificazione degli investimenti in infrastrutture
  • Investimenti nel settore abitativo
  • Devolution ai governi locali
  • Piano di finanziamento dei progetti di formazione e training
  • Negoziazione con l’UE ed altri paesi per il mantenimento di una rete industriale integrata ed un facile accesso al settore dei servizi nei mercati esterni.

Le maggiori incertezze riguardano la durata e l’esito delle negoziazioni. I mercati finanziari sono pessimisti circa l’esito della BREXIT e le proiezioni circa l’andamento della crescita evidenziano un indebolimento.

Lo studio ha anche sottolineato le opportunità che potrebbero derivare dall’indire un nuovo referendum e dalle conseguenze di un cambio di rotta circa l’abbandono dell’UE da parte del Regno Unito.

Al momento non sembrano esserci reazioni che lascino pensare ad un cambio di direzione nella corrente decisionale verso la BREXIT.

http://www.oecd.org/economy/economic-survey-united-kingdom.htm

Post Author: Marina Osgnach

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