I nudi di Egon Schiele, scandalo a Londra ma non a Vienna

I nudi di Egon Schiele, scandalo a Londra ma non a Vienna

 

Nel corso della storia la rappresentazione del nudo ha sempre creato polemiche o imbarazzi.

Londra non fa eccezione: in preparazione dei 100 anni dalla morte di Egon Schiele, Vienna ed i

suoi musei stanno pubblicizzando in tutta Europa le future mostre attraverso manifesti che

riproducono le opere del grande artista figurativo del primo Novecento. Peccato che Transport

for London, secondo l’ente del turismo di Vienna, abbia deciso di censurarli ai viaggiatori della

metro della città.

Morto appena 28enne proprio a Vienna nel 1918, Egon Schiele ha dipinto molti nudi: in

particolare le proposte giunte da Vienna per invitare i visitatori in Austria riguardavano le opere

“Ragazza con calze arancioni” e “Nudo maschile seduto (autoritratto)”. L’esposizione dei genitali

e forse anche di altre parti del corpo ha probabilmente messo in allarme la società di trasporti

londinese, la quale avrebbe respinto anche una scelta alternativa (gli stessi manifesti con le parti

censurate ricoperte da ‘pixel’). A questo punto gli Austriaci hanno pensato bene di inviare per

l’ennesima volta le due opere di Schiele, ma questa volta con una fascia bianca dove campeggia la

scritta: “Sorry, 100 years old but still daring today (Ci dispiace, hanno ben 100 anni ma oggi sono

ancora audaci)”. Problema risolto: la pubblicità è stata ammessa, con in più una grande dose di

ironia. Tutti potranno essere informati della celebrazione, a Vienna e dintorni, del centenario della

morte dell’allievo di Gustav Klimt, e farci anche sopra una bella risata !

A questo punto l’ente del turismo viennese ha lanciato anche una campagna su Twitter per

stimolare il dibattito a proposito del nudo nell’arte: #ToArtItsFreedom è l’hashtag usato con

riferimento specifico all’Espressionismo a cui Egon Schiele ed altri (ad esempio Oskar Kokoschka)

aderivano. Secondo questi artisti la libertà dell’arte andava rispettata fino in fondo, in ogni

periodo storico, anche magari esasperando il lato emotivo della realtà raffigurata.

Post Author: Lorenzo Mansutti