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Regno Unito e Brexit: aggiornamenti sui progressi dell’attività negoziale e sulle previsioni di crescita economica per il Regno Unito

I negoziati e le discussioni continuano ad occupare i vertici dell’UE incaricati di gestire il processo di allontanamento del Regno Unito dalla coesione europea. Ad oggi non si possono ancora annotare decisioni o accordi definitivi tra le parti anche se il lavoro tecnico e complesso che interessa le fasi preparatorie al distacco continua senza sosta.

Molti i protagonisti coinvolti ed interessati all’evento; organismi istituzionali interni al Regno Unito ed organismi europei o internazionali sono coinvolti in una complessa attività di ricerca e previsionale su quali possano essere gli scenari economici e politici che il paese uscente potrà trovarsi ad affrontare nei prossimi anni.

Office for Budget Responsibility

L‘OBR è un organo indipendente di studio ed analisi istituito nel 2010 a supporto delle finanze pubbliche del Regno Unito. Alla base dell’attività di studio e ricerca c’è una attività continuativa di comunicazione con il Governo al fine di ricevere ogni aggiornamento e dettaglio circa le decisioni post-brexit a proposito di commercio, migrazione e finanza europea.

In particolare l’Economic and Fiscal Outlook di Novembre 2017 descrive le assunzioni elaborate in vista della Brexit e rivaluta i giudizi effettuati a seguito dell’esito del referendum alla luce dei recenti sviluppi socio-economici successivi al voto. L’elaborato si basa ancora sul discorso del primo ministro May a Firenze e sul White Paper sulle politiche commerciali pubblicato a febbraio.

Detto questo rimane un area di aleatorietà legata ai progressi nelle negoziazioni ma il prospetto dell’OBR è stato elaborato partendo dai seguenti presupposti:

  • Il Regno Unito lascerà l’UE a Marzo 2019
  • Le negoziazioni di nuovi assetti commerciali con i paesi UE ed altri rallenterà la crescita delle importazioni ed esportazioni nei 10 anni successivi al referendum
  • Il Regno Unito adotterà regole di immigrazione più rigide di quelle applicate attualmente.

L‘Economic Outlook che ne deriva ha quindi rivisto le stime da qui al 2022-2023 precedentemente effettuate dal medesimo OBR a Marzo e riporta anche gli studi di altri soggetti esterni che hanno elaborato prospetti previsionali (vedasi: Oxford Economics, European Commission, National Institute for Economic and Social Research, OECD e IMF), con riferimento in particolare alle tre variabili GDP Growth (crescita del PIL), CPI Inflation (inflazione) e Output Gap (differenza tra l’economia reale o la crescita reale e quella stimata).

A titolo di esempio, prendendo in considerazione il 2019:

2019

OBR

Oxford Economics

European Commission

NIESR

OECD

IMF

GDP Growth

1,3

1,6

1,1

1,7

-*

1,6

CPI Inflation

1,9

1,6

2,1

2,1

-*

2,2

Output Gap

-0,2

-1,6

0,2

-*

-0,2

* Ultimo dato disponibile Giugno 2017

Fonte: Table 3.7 Comparison with external forecasts, Economic and Fiscal Outlook November 2017 by Office for Budget Responsibility

http://cdn.budgetresponsibility.org.uk/Nov2017EFOwebversion-2.pdf

Come proseguono i negoziati?

E’ del 10 Novembre 2017 il discorso di Michel Barnier (a capo del gruppo che all’interno della Commissione si occupa della Brexit) che segue il sesto round di discussioni con il Regno Unito circa le negoziazioni attorno all’Art. 50.

Dalla sesta riunione non escono ancora decisioni definitive ma emerge l’intenzione di raggiungere un accordo sulle modalità dell’allontanamento del Regno Unito, in vista del Concilio Europeo del 14 e 15 Dicembre 2017.

Le tre principali aree di negoziazione sono inseparabili ed imprescindibili. Circa i diritti dei cittadini europei il Regno Unito ha fornito utili chiarimenti su quella che sarà la procedura per ottenere lo status di residente; discussioni importanti si sono tenute sull’effetto diretto dell’accordo di recesso dall’Unione che contribuisce a garantire i diritti dei cittadini e continua il dialogo sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord.

Viene sottolineata l’importanza di tradurre in fatti gli impegni presi dal Primo Ministro May a Firenze.

handshake

Di poco precedente alla pubblicazione dell’Economic and Fiscal Outlook da parte dell’Office for Budget Responsibility (22 Novembre ) c’è il nuovo discorso di Michel Barnier al Centre for European Reform sul tema “The Future of the EU” (20 Novembre). In quest’ultimo vengono ribadite le priorità nei negoziati, l’auspicabilità del raggiungimento di un accordo ma anche la necessità del mantenimento e del rafforzamento dell’Unione Europea a 27 che necessariamente deve concentrarsi sul proprio futuro e sul mantenimento e la cura dell’esistente coalizione, sull’importanza ed i vantaggi di nutrire, far crescere e migliorare efficienza ed efficacia del Single Market.

Post Author: Marina Osgnach