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Londra e l’impegno per un futuro più green

Il futuro dei trasporti è un tema che riguarda tutti i paesi del mondo ed ovviamente tutti quelli in cui grandi agglomerati urbani presentano problematiche crescenti legate all’inquinamento derivante dai mezzi di trasporto, pubblici e privati. Londra, a questo proposito, non fa eccezione.

Da uno studio elaborato da The International Council on Clean Transportation emergono interessanti informazioni sulle politiche ambientali che i vari paesi nel mondo sono impegnati ad affrontare.

The International Council on Clean Transportation

Si tratta di un’organizzazione indipendente, nonprofit, con l’obiettivo di elaborare ricerche e studi tecnici e scientifici utili per il monitoraggio ambientale. La mission principale dell’organizzazione è quella di migliorare le performances ambientali, l’efficienza energetica dei trasporti stradali, marittimi ed aerei per apportare benefici alle salute pubblica e per contribuire positivamente alle sfide presentate dai cambiamenti climatici.

I risultati di alcuni studi

Secondo lo studio “How well are Governments enforcing vehicle emissions standards?” pubblicato il 14 Novembre 2017 c’è ampio margine di miglioramento. L’organizzazione ha sentito la necessità di dedicare del tempo a questo studio a seguito dello scandalo Dieselgate ed ha preso in considerazione paesi come Cina, Giappone, India, Corea del Sud in Asia, L’Unione Europea come singola entità ed anche separatamente, Francia, Germania e Regno Unito. Canada, Messico, USA e lo stato della California (che mantiene una separata regolamentazione circa gli inquinanti e le politiche ambientali) sono stati considerati per l’America del Nord, Brasile e Cile in Sud-America.

Sono stati presi in esame sette requisiti e tra i paesi più virtuosi, che dimostrano quindi di mettere in pratica il migliore comportamento possibile, non figura nessuno stato europeo e tra questi nemmeno Il Regno Unito. Lo studio ha dimostrato come in questo caso la mancanza di una chiara autorità legale, la presenza di possibili aree di conflitto di interesse, della mancanza di trasparenza nei dati ed una poco affidabile procedura di test sull’uso dei veicoli ostacola la messa a punto delle idonee procedure.

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Un altro studio, di pochi giorni antecedente a quello sopra citato (“Electric vehicle capitals of the world: what markets are leading the transition to electric?”, del 8 Novembre 2017) prende in esame – per l’anno 2016 – 20 capitali: Pechino, Hangzhou, Qingdao, Shanghai, Shenzhen, Taiyuan, Tianjin, Parigi, Tokio, Amsterdam, Rotterdam-The Hague, Utrecht, Oslo, Bergen, Stoccolma, Los Angeles, New York, San Francisco, San Jose e Londra.

Dallo studio emerge che solo le 20 città rappresentano con il 40% il motore del mercato di auto elettriche nel mondo, adottano politiche fiscali a sostegno dello sviluppo del mercato di auto elettriche ed adottano misure innovative a sostegno dello stesso mercato.

Dallo studio emerge anche che alcune città sostengono più di altre questo mercato. Shanghai, Pechino, Oslo e Los Angeles da sole rappresentano il 17%, mentre allo stesso livello (1%) si trovano città come Amsterdam, New York, Parigi, Londra e Stoccolma.

http://www.theicct.org/news/global-CE-baseline-report-release

http://www.theicct.org/publications/EV-capitals-of-the-world-2017

Post Author: Marina Osgnach