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Chi non ce la fa può trovare rifugio nella Chiesa di Saint Peter

Più di centocinquant’anni di storia e attività. E’ quanto la Chiesa di Saint Peter, a Clerkenwell, ha alle spalle: tuttora per gli italiani che hanno deciso di stabilirsi a Londra è un posto dove ritrovarsi e partecipare anche se l’emigrazione è cambiata dalla metà dell’Ottocento. Oggi esistono i social network e, ovviamente, anche la Chiesa cerca di adeguarsi ai tempi. Ma la necessità di un contatto umano e quella di aiutarsi non è ancora scomparsa.

Davvero poco lontano c’è Brixton dove ha sede la Missione dei Padri Scalabriniani: un ospizio, un ostello ed una scuola materna convivono per mettere a contatto le diverse età della vita. Saint Peter ha al suo interno una ‘food bank’ che serve cibo italiano a chi non riesce a procurarsi pranzo o cena, a chi vive per strada e anche a chi non ha più nessuno e vive la solitudine. Fondata nel 1845, la parrocchia era stata chiesta da San Vincenzo Pallotti che pensò bene di creare un luogo alimentato da uno spirito diverso da quello della City che sorge tutt’attorno. In linea con i dettati di Papa Francesco, qui a Clerkenwell la porta resta sempre aperta ed i più poveri possono trovare momenti di ristoro ed un riparo difficili da trovare in una capitale che va di corsa e che, spesso, non ha tempo per la riflessione. O per la preghiera. Ai fornelli della mensa lo staff è fatto da donne italiane, arrivate a Londra più di quarant’anni fa ormai.

mensa

C’è bisogno spesso di dare un’informazione esaustiva anche sulle misure di Welfare che molti non conoscono. Come riporta Agensir.it, don Andrea Fulco sottolinea il fatto che “oltre all’isolamento, del quale i poveri soffrono, c’è anche una povertà morale, sociale, spirituale”. I tempi perciò non sembrano tanto cambiati da quando gli immigrati italiani cercavano di trovare un lavoro manuale o artigiano per costruirsi un futuro migliore.

Post Author: Michele Pesce