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Londra, il Consolato registra oltre 3mila iscrizioni all’Aire ogni mese

Le iscrizioni degli italiani all’Aire gestito dal Consolato generale di Londra stanno crescendo sempre di più. Probabilmente la Brexit, unita alla volontà d’ottenere la residenza permanente nel Regno Unito, ha messo in allarme i tanti provenienti dal Belpaese che vivono e lavorano a Londra e dintorni già da anni, ma che finora non avevano pensato a regolarizzare la propria posizione. Gli iscritti all’Aire sono passati dai 280mila dell’anno scorso ai 315mila di oggi.

Secondo quanto riporta ilSole24Ore.com, il Consolato generale di Londra sarebbe attualmente quello al mondo col più alto numero di iscrizioni all’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire). E questa tendenza non sembra proprio destinata ad interrompersi, almeno per adesso. Gli stessi uffici addetti alle registrazioni sono in difficoltà, soprattutto dopochè anche le pratiche di tutto il territorio inglese sono già confluite su Londra. Vista e considerata l’eliminazione degli altri due Consolati inglesi (rispettivamente con sede a Manchester e Bedford) per tagli alla spesa, quello londinese è rimasto l’unico a reggere l’impatto delle richieste dei cittadini italiani, a fronte di soli 50 dipendenti al lavoro. “Stimiamo che i cittadini italiani residenti in Inghilterra siano oltre 700mila – ha affermato il Console generale d’Italia Massimiliano Mazzanti -, quindi 400mila devono ancora iscriversi all’Aire. L’emersione durerà anni e con le risorse attuali è veramente difficile gestirla”. Prima della Brexit ogni mese s’iscrivevano all’incirca 1800 persone, ora invece il numero è cresciuto dalle 3mila alle 3200 unità mensili.

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Nonostante queste cifre in costante ascesa, il Consolato generale di Londra stima che gli arrivi degli italiani nella capitale britannica e nel resto del Paese siano in deciso calo. Parecchi fattori (Brexit ovviamente inclusa) stanno rendendo Londra meno appetibile di un tempo e molti italiani che giungono fin qui non troverebbero poi gli stessi incentivi per rimanere. Ma l’impressione non è ancora sostenuta da dati alla mano.

Post Author: Michele Pesce