Tripadvisor e il ristorante che non c’è

 

Ovvero come portare alla posizione numero 1 di Tripadvisor un ristorante partendo dalla posizione 18.149 e scalando via via in un crescendo travolgente tutta la classifica. Con un unico, trascurabile dettaglio: il ristorante non esiste.

 

Può sembrare una truffa ben studiata a tavolino, o l’ennesima burla come tante ne circolano sul web per raccogliere like o visibilità, o semplicemente ideata per divertire il popolo internet.

Il giovane londinese Oobah Butler ha costruito un meccanismo perfetto e grazie alla sua esperienza come recensore seriale di Tripadvisor, pagato 10 sterline a post da locali e ristoranti dove non è nemmeno mai entrato a bere un caffè, mette in atto la sua geniale pensata.

Apre un sito web professionale con l’aiuto di un amico grafico in cui vengono caricate le fote delle proposte culinarie, registra un nuovo numero di telefono e così il capanno dove vive si trasforma come per magia nel The Shed at Dulwich, ristorante esclusivo solo su appuntamento pur avendo un indirizzo sprovvisto di numero civico.

 

I piatti postati sono costituiti da prodotti non commestibili come ad esempio schiuma da barba, dischetti di detersivo per lavatrice, spugnette e lucido da scarpe, ma l’effetto è assicurato: il 15 maggio Tripadvisor conferma la richiesta di adesione ed ha così inizio l’avventura.

Le recensioni entusiastiche di amici, conoscenti e colleghi del sito Vice dove collabora spingono il ristorante sempre più in alto, il nome si ammanta di un’aurea di mistero e fioccano le prenotazioni: tutti vogliono pranzare al The Sheld of Dulvich e i tempi d’attesa non costituiscono un ostacolo. Al contrario.

“La prenotazione obbligatoria, la mancanza di un indirizzo specifico e il suo carattere esclusivo sono così attraenti che la gente non ci sta nemmeno a pensare. Ha l’acquolina in bocca. Nei mesi successivi, il telefono dello Shed non smette mai di suonare” racconta un divertito Butler.

Il primo novembre 2017 il ristorante raggiunge la posizione numero uno, un risultato che nemmeno nelle più rosee aspettative si sarebbe aspettato.

 

È lo stesso Butler a rivelare a Tripadvisor il trucco e la pagina viene rimossa dal sito.

E non finisce qua: l’improvvisato ristoratore trasforma la beffa in un vero ristorante in cui si servono piatti preconfezionati ad un paio di clienti alla volta, arrivati bendati all’appuntamento e a cui fa credere che la cucina sia veramente attiva.

Le recensioni sono negative e, dopo aver raggiunto il top come ristorante virtuale, scende precipitosamente nella classifica una volta trasformato in reale.

L’esperimento sociologico del giovane ed intraprendente freelance londinese mette a nudo non solo il meccanismo adottato dai siti di recensione, è cartina di tornasole del mondo virtuale e delle sue trappole, inoffensive in questo caso.

Post Author: Michele Pesce