Detenuti e rimpatri, ponte tra Johnson e Meloni – FdI

 

Edificare carceri nei paesi d’origine dove spedire gli extra comunitari condannati in UK: il primo passo del governo inglese è costruire un’ala ex novo nella prigione di Lagos dove internare 112 criminali nigeriani, come dichiarato da Boris Johnson.

 

Per il Ministro degli Esteri aiutare la Nigeria a migliorare le condizioni penitenziarie permetterà di trasferire un maggiore numero di detenuti nigeriani liberando posti nelle carceri del Regno Unito. ” in sintonia con l’intervento successivo di Giorgia Meloni Londra rispedisce i detenuti in Nigeria. Dobbiamo farlo anche noi. ”

 

L’investimento iniziale può apparire eccessivo, una cifra di poco inferiore alle 700.000 sterline, finanziato da un fondo per il supporto dei Paesi a rischio instabilità e conflitto, ma se si considera la spesa annua pro detenuto pari a circa £ 40.000 si comprende facilmente quanto sia vantaggioso in termini di risparmio, ma non solo: “ ( gli inglesi ) svuoteranno le galere, assicureranno la certezza della pena e rimanderanno a casa i clandestini. ” continua la presidente di FdI.

Il governo inglese aveva siglato un accordo con il paese africano già nel 2014 per il trasferimento dei detenuti, mentre sono in via di definizione accordi con altri paesi come la Libia, l’Albania, la Turchia e il Ruanda; attualmente sono detenuti in Gran Bretagna 320 nigeriani, il progetto porterebbe ad una riduzione di un terzo del totale, una cifra non sensibile ma un punto di partenza per risolvere il problema dei tanti stranieri ospitati nelle strutture inglesi, più di 11.700.

 

In Italia un detenuto su 3 è straniero, i dati sono del dicembre 2017. “ Tra le cose che il prossimo governo deve fare c’è copiare su questo la Gran Bretagna  conclude la Meloni: la soluzione che proviene da oltre manica può essere presa come modello base e migliorata, al di là dei soliti buonismi e muri ideologici alzati dalle sinistre.

Post Author: Michele Pesce