Viviana Zarbo, una voce che ci porta lontano sulle note del suo nuovo album “Take Away”.

Viviana Zarbo, siciliana di nascita e londinese di adozione si è diplomata all’American Musical Theatre Academy di Londra e con talento e versatilità di cantante ed attrice, sul palco riesce a fondere jazz e musical offrendo al pubblico un’esperienza teatrale oltre che musicale.

Con la sua voce affascinante e vellutata ha sviluppato un repertorio innovativo di musica e canzoni che a suo modo richiamano e reinterpretano voci grandi del jazz come Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Anita O’day o Sarah Vaughan.

“Take Away” è il suo nuovo album, una raccolta dei brani preferiti di Viviana che è diventata la base del suo sviluppo artistico e personale e punto focale del suo vasto repertorio.

 

Da dove nasce la tua passione per la musica e qual è il tuo repertorio?

La mia passione per la musica inizia da piccolissima. I miei mi hanno raccontato simpaticamente che, il pomeriggio del giorno della mia nascita, mio padre dall’ospedale è corso ad interrompere le prove di uno spettacolo musicale in cui mio fratello e mia sorella erano coinvolti proprio per annunciare la notizia!

Canto, danza, recitazione sono sempre stati in ogni angolo di casa mia: 2 sorelle con la passione per le danze tradizionali ed il canto e un fratello attore di professione (da 22 anni è Franco di “Un posto al sole”) che ha iniziato la sua carriera giovanissimo, facendo spettacoli musicali, poi tv, cinema e teatro senza mai fermarsi.

Da piccola lo spiavo mentre imparava le battute dei suoi monologhi e conoscevo a memoria tutte le canzoni dei suoi spettacoli!

Mio padre però ha avuto un ruolo determinante per il canto e la musica.

Quando mi accompagnava a scuola, in macchina, accendeva sempre la radio mettendo le sue musicassette preferite … Cosí, a 8 anni, una sera d’estate, mi ha convinto a cantare la mia prima canzone in un pubblico presso un piano bar della mia città: quella canzone era  “Scende la pioggia” di Gianni Morandi.

 

Quando ti sei trasferita a Londra e perché hai scelto questa città?

Sono a Londra dal 2014, ma prima di fare questa scelta ho coltivato parecchie esperienze di studio in Italia, mi sono esibita in diversi spettacoli di prosa e musicali sia in Italia che all’estero (Germania, New York e Brasile) ma sentivo il bisogno di approfondire la mia formazione nel musical theatre che è stata poi la base che mi ha accompagnato in tutti questi anni.

Dopo essere stata a New York e a Londra ho intuito che un’esperienza sul campo in uno di questi due paesi in cui il musical theatre e lo show business di ogni genere vanno alla grande, mi avrebbe aiutato a capire molte più cose di me stessa, messo alla prova, aperto ancora di più’ gli orizzonti e fatto crescere. Inoltre, ho sentito il bisogno di avere un forte contatto con la lingua inglese, perciò ho scelto Londra, “my music home”, una città alla quale sono molto grata!

 

Oltre che una cantante sei una vera artista, cosa significa per te aver studiato all’all’American Musical Theatre Academy?

L’ American Musical Theatre Academy mi ha dato tantissimo: un training di circa 8 ore al giorno in cui ho studiato canto, danza, tip tap, recitazione, musica, anche business legato all‘essere artisti, tutto ciò che è fondamentale per farsi le cosiddette “ossa” del performer; mi è piaciuto molto l’approccio alla recitazione, la semplicità del “fare” ciò che loro chiamano “doing” , perciò’ recitare come “fare” senza farsi troppe paranoie, cercando di valorizzare la tua  unicità come interprete, per poi fare della tua unicità anche il tuo business.  Poi, “l’acting through the song and dance, cioè, cantare e ballare tenendo conto dello storytelling, della storia che stai raccontando e del perchè la si racconta. Insomma, una ricerca di “sotto testi” la chiave dell’interpretazione, che non diventava solo speculazione, ma pratica!

 

C’è nel tuo repertorio qualche canzone che ti riporta in Italia e alla tua bella Sicilia? Canti anche in italiano?

Nel mio repertorio le canzoni italiane non potevano mancare! Proprio del mio album ho riesumato una canzone del 1948 che si chiama ” Ho un sassolino nella scarpa ” che in maniera metaforica, mi ha subito fatto pensare a tutti quei fastidi che incontriamo durante il nostro percorso di vita; persone, problemi da risolvere, situazioni, ma in modo ironico e simpatico!

 

Parlaci del tuo nuovo album “Take Away”…

“Take Away” è il mio primo album: è una raccolta di canzoni preferite e anche rilevanti per raccontare qualcosa sulla mia persona; il tema è il desiderio, il desiderio di avere qualcosa che non si ha, una persona, un luogo, un ‘esperienza di vita, qualcosa di nuovo…. ed è proprio questa sorta di insoddisfazione iniziale dettata dal desiderio che ti porta a lavorare sodo per far sì che questo desiderio diventi realtà. Poi, però … cosa che mi capita spesso nella vita quando si arriva alla realizzazione di un sogno o di un obbiettivo (ecco che arriva la canzone che mi ha ispirato tutto l’album “after you get what you want you don ‘t want it “) dopo che ottieni quello che vuoi, non lo vuoi più , che per me significa che ci si dimentica semplicemente di godersi il momento perché si pensa già  all’obiettivo successivo, al next step!

Ed ecco come tutto ti porta avanti e come questa insoddisfazione diventa colei che muove le cose, qualcosa di positivo perché indispensabile per andare avanti!

Ho scelto quindi le mie canzoni preferite in tema con tutte le sfaccettature di questo argomento prese dai grandi classici del jazz americano, alcune italiane e una brasiliana.

Ringrazio Renato D’Aiello per avermi accolta nel suo ambiente al Ronnie Scott’s e per avere deciso di produrre questo primo album jazz con una band favolosa e arrangiamenti divini.

Qua il link di Take Away

 

Dove possiamo vederti ed ascoltarti cantare prossimamente?

Nuovi show sono alle porte … soprattutto il mio show su Marilyn Monroe al quale tengo tantissimo sarà presto in scena!

Vi terrò aggiornati attraverso il mio sito e la pagina Facebook.

Ecco i link: Viviana Zarbo e pagina Facebook di Viviana.

 

Post Author: Michele Pesce