Suzi attrice e cantante all’Italian Bookshop a Londra

Il 22 settembre all’ Italian Bookshop (123 Gloucester Road, London SW7 4TE), ore 19, in un’ emozionante reunion con le amiche e colleghe di Susanna Paisio, del Gruppo del Cerchio: Carola Benedetto e Luciana Ciliento, presenteranno il loro libro La terra non è mai sporca (2018, Add Editore) con la performance di Susanna Paisio che  aprirà l’evento con alcune canzoni tratte da Song of the Earth, realizzato insieme nel 2013.

 

Susanna Paisio, attrice, cantautrice e v.o. artist. Formatasi teatralmente con Giorgio Albertazzi, ha iniziato a lavorare professionalmente in teatro nel 1997 e un anno dopo ha fondato l’associazione culturale Gruppo del Cerchio, insieme a Carola Benedetto (autrice e regista) e Luciana Ciliento (traduttrice e interprete), con cui ha realizzato spettacoli multimediali e diretto il Festival Per Sentieri e Remiganti.

Dal 2010, dopo gli studi presso la Royal Academy di Londra e la London Music School, ha intensificato sempre più i rapporti con il Regno Unito, partecipando con il Gruppo del Cerchio alle edizioni 2014 e 2015 dell’Edinburgh Fringe Festival e iniziando a collaborare, fra gli altri, con l’ICI di Londra e Edimburgo.

Dal 2016 si è trasferita stabilmente nella capitale inglese per approfondire gli studi musicali e ha appena conseguito l’HE Cert in Music Performance al London College of Creative Media.

La tua passione per il canto è nata a Londra ?

La mia passione per il canto è nata fin da bambina tanto che, paradossalmente, la prima scrittura professionale come attrice l’ho ottenuta cantando De Andrè e Gianmaria Testa.

Parallelamente al teatro ho continuato a coltivare gli studi di canto, solfeggio e chitarra e già dai primi anni 2000 ho iniziato a lavorare nell’ambito del teatro musicale ricoprendo i ruoli di soubrette nei Varietà e nelle Operette del Teatro Alfa di Torino.

Si può dire, dunque, che la mia passione per il canto è antica ma, di certo, qui a Londra ha trovato nuova linfa e nuovi spazi per esprimersi in modo disgiunto dal teatro, che per me rappresenta l’assoluta novità da sperimentare.

Quando hai esordito per la prima volta a Londra?

Allo Stage Door Pub di Waterloo, alla fine del 2013, con alcuni estratti recitati e musicali di Song of the Earth, appena tradotto da Luciana per il Fringe di Edimburgo, che volevamo testare sul pubblico inglese.Fu un’emozione assoluta, un imprinting.

Per l’occasione venne Lloyd Trott, Dramaturg della RADA nonché curatore dell’Actors and Performers Yearbook, per il quale nutro grande stima e riconoscenza.

Dopo una delle più competenti analisi mai ricevute a un nostro lavoro, lo definì “un viaggio ipnotico “, elemento poi rimasto, in diverse forme, anche in alcune canzoni più recenti.

 

Preferisci il teatro o esibirti come cantante?

La musica per così dire “pura”, cioè svincolata dall’ambito teatrale, sta prendendo un grossa parte di me come terra quasi tutta da esplorare, come songwriter, come cantante, ma soprattutto come artist: qui sto sperimentando nuovi modi sia di collaborare con i musicisti sia di propormi stand alone con synth, chitarra e backing tracks.

Quali sono I tuoi progetti futuri?

Resta il sogno di una bella produzione shakespeariana e l’amore sempre acceso per le forme ibride del music&poetry, della play with music, del recital, quelle praticate nei lavori passati col Gruppo del Cerchio che hanno attraversato l’Italia e parte dell’Europa. Come attrice pura, invece, confesso il mio debole ambizioso: una produzione in costume per la BBC!

 

 

 

 

Post Author: Cinzia Villa