Post Brexit agli europei servirà il visto per entrare nel Regno Unito

A partire dal 2020, anno in cui la Brexit entrerà in vigore, gli europei saranno trattati con le stesse regole degli immigrati provenienti da altre parti del mondo

Le uniche agevolazioni verranno offerte solo in base alle qualifiche che si vantano in ambito lavorativo, niente visti preferenziali per i lavoratori UE nello scenario post-Brexit.

Un sistema disegnato per agevolare l’ingresso di professionisti come medici o ingegneri, e al tempo stesso frenare l’immigrazione poco qualificata proveniente dai paesi dell’Unione Europea.

Si tratta di un accordo politico che non ha alcun effetto immediato, ma che certamente verrà preso in considerazione nelle prossime negoziazioni e influenzerà le prossime proposte di leggi in materia di politiche migratorie del Governo nello scenario post-Brexit.

 

 

Questa è la decisione presa all’unanimità dal Gabinetto del Governo May nei giorni scorsi. Nessuna agevolazione per i lavoratori provenienti da paesi dell’Unione rispetto a chi viene da extra-UE. La posizione del Governo May ha anche attirato numerose critiche. Fa parlare soprattutto la proposta di eliminare il tetto massimo di visti concessi a lavoratori qualificati non UE, legge pensata anni fa per cercare di frenare il flusso di immigrazione dai paesi fuori dall’Unione.

L’unica differenza sarà sul merito: sì ai lavoratori qualificati, non importa la loro provenienza, e no a quelli poco o non qualificati. Decisione, quella del Governo, che segue la proposta avanzata dal MAC (Migration Advisory Committee), ente pubblico indipendente che si occupa di consigliare gli organi istituzionali su politiche migratorie.

La posizione dei Labour fa riflettere su questo tema perchè non si oppone in modo molto evidente. In effetti, dal partito che dovrebbe difendere i lavoratori meno qualificati e più deboli, ci sono pochissime voci di protesta, una tra queste è la voce del Presidente della Commissione Exiting the European della House of Commons Hillary Ben, che sottolinea che sarebbe saggio dare invece la precedenza ai lavoratori UE.

 

 

 

Post Author: Cinzia Villa