Europee 2019: Brexit, è qui il Party

Farage organizza la festa perfetta e il suo Brexit Party trionfa alle elezioni europee 2019 con il 31,7%, risultato clamoroso per un partito costituito da pochi mesi, mentre il disastro annunciato si è avverato sia per il partito laburista e sia soprattutto per i conservatori, al peggiore risultato di sempre. Buona l’affermazione dei Socialdemocratici e soprattutto dei Verdi, come in altri paesi europei.

C’è qualcosa di intrisecamente paradossale nella partecipazione, fino quasi all’ultimo giorno in forse, della Gran Betagna alla consultazione: eleggere rappresentanti in una EU bocciata dai cittadini inglesi, portando alla vittoria il partito che è stato costituito attorno ad un obiettivo ben preciso, la Brexit.

Ritorna così prepotentemente sulla scena politica Nigel Farage, l’ex leader della UKIP che nella precedente consultazione europea era risultato il primo partito in Gran Bretagna: il tema principale era ieri come oggi l’uscita dall’Unione Europea, ed è stato proprio il mancato accordo e il trascinarsi della vicenda ad indurre Farage a tornare in campo. Per portare a compimento quanto era stato stabilito col referendum del 23 giugno 2016: «Si tratta di una grande vittoria per il Brexit Party, una notte terribile per i Tory. Si è trattato di una sveglia da parte degli elettori britannici, di un messaggio chiaro che mi auguro che Westminster raccolga». Fidarsi è bene, non farlo è meglio…

 

Un dato su cui riflettere è la consueta disaffezione inglese verso le elezioni europee, con un’affluenza che raggiunge un misero 36,7% ed è comunque superiore al 2014 di circa 2 punti. Brexit Party primo partito, bassa affluenza alle urne quando  sarebbe stato necessario un forte sostegno dei contrari alla Brexit per dare un segnale opposto, campagna elettorale in tono minore quando non disertata, partito di Farange a parte: i segnali che si leggono sono evidenti e rispecchiano un sentire comune, la voglia di porre fine alle incertezze degli ultimi periodi che hanno costretto il governo a chiedere uno slittamento della data dell’uscita per evitare un no deal e le successive dimissioni di Theresa May, con i Tory in aperto scontro politico interno.

E se la Brexit subisse rallentamenti? Per Farage si dovrebbe tornare alle urne per eleggere un nuovo parlamento, e alla carica di Primo Ministro correrebbe proprio lui con ottime possibilità di spuntarla.

La festa potrebbe non essere ancora finita.

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