Consagra e Hugonnier, scultura e collage per nuove visioni

Consagra e Hugonnier, scultura e collage per nuove visioni

 

Continua fino al 20 novembre “Ties – Legami II”, la seconda parte della mostra su Pietro

Consagra. Questa volta ai lavori dello scultore italiano sono affiancate quelli dell’artista

Marine Hugonnier: non solo scultura quindi ma l’arte del ‘collage’ per comprendere il nuovo

rapporto che si crea tra chi osserva e l’ambiente che gli sta attorno. L’ingresso è libero presso

l’Istituto italiano di Cultura.

La proposta artistica di Consagra rifiutava la tridimensionalità e restituiva al pubblico la

costruzione di opere scultoree dallo spessore minimo. Tra le sue idee rientrava anche

l’eliminazione dei riferimenti a centri e periferie: per l’artista di Mazara del Vallo anche nello

spazio urbano era fondamentale a livello simbolico la relazione tra l’oggetto e lo spettatore, in

entrambe le direzioni. In modo simile Marine Hugonnier “gioca” tuttora con lo strumento del

collage utilizzando, ad esempio, le prime pagine di alcuni giornali. Un esempio lo forniscono

quelle del Corriere della Sera degli anni ‘70: riprendendo le pagine pubblicate durante i

cosiddetti ‘anni di piombo’ l’artista francese ne oscura le immagini andando a creare

interferenze che mettono sotto luci nuove concetti trasmessi mediaticamente come potere,

propaganda, spettacolo. Reinterpretazioni come queste richiamano il lavoro dello stesso

Consagra: soprattutto negli anni ‘70 lo scultore è stato molto attivo nello smontare un “centro”

vissuto come autoritario per privilegiare un approccio frontale. Che lavorasse col bronzo, il

marmo, l’acciaio o il ferro. Questa “decostruzione” si avvicina, ancora una volta, a quella visiva

dei collage di Hugonnier: la realtà viene sempre modificata dall’intervento dell’uomo.

Negli ultimi 15 anni le esposizioni di Marine Hugonnier hanno trovato spazio in molte città: da

Seoul a Londra, da San Paolo fino a Newcastle e a Barcellona. Le opere di Consagra hanno una

fama internazionale: espose a 11 edizioni della Biennale oltre che alla Peggy Guggenheim

Collection di Venezia. Ma anche a Parigi, Londra e San Pietroburgo. La mostra è organizzata

insieme ad ARTUNER e resterà aperta dalle 10 del mattino fino alle 18 del pomeriggio nei soli

giorni feriali.

Post Author: Lorenzo Mansutti