Anche il vice-May si dimette. Damian Green lascia il governo

Anche il vice-May si dimette. Damian Green lascia il governo

 

In meno di due mesi è il terzo ministro del governo May che si dimette. Damian Green, il vicepremier, è stato costretto a lasciare, ultimo in ordine di tempo dopo Michael Fallon e Priti

Patel, a causa dello scandalo legato alle molestie sessuali. Da parecchie settimane ormai il

dossier relativo alla cosiddetta “lista della vergogna” è oggetto di discussione ed imbarazzo a

Downing Street.

La lista in esame è l’elenco dei nomi di quasi una quarantina di membri del Parlamento che sono

oggetto di accuse per i propri comportamenti impropri. In particolare il 61enne Damian Green

è stato accusato da Kate Maltby, giornalista e scrittrice, che ha affermato d’essere stata

palpeggiata due anni fa dal componente del governo di Theresa May. Inoltre, secondo la Bbc,

un archivio di foto pornografiche era già stato rinvenuto nel suo computer di lavoro a

Westminster: Green ha abbandonato dopochè sono diventate pubbliche alcune sue

dichiarazioni “inesatte e fuorvianti” a proposito proprio della denuncia per pornografia fatta

nei suoi diretti confronti. La Presidente May ha dovuto chiedere personalmente al proprio

vice-premier di lasciare la carica: l’inchiesta svolta internamente ha infatti appurato una volta

per tutte la “violazione del codice di condotta” del governo britannico. A ciò è seguita la lettera

delle dimissioni, nella quale lo stesso Green ha chiesto scusa sia per le sue azioni che per le

affermazioni fatte. Non ha ammesso però le ‘avances’ nei confronti di Kate Maltby.

Un nuovo scossone per Theresa May e la sua squadra di governo. Damian Green era infatti un

suo vicino alleato, ma nelle scorse settimane la Prima ministra aveva più volte commentato

come “inaccettabili” certi comportamenti. Pur esprimendo “profondo rammarico” per

l’accaduto May non ha fatto sconti: è evidente che il dossier stia causando grosse difficoltà

finora, specialmente tra le fila dei Tories, il partito che detiene ancora la maggioranza in

Parlamento.

Post Author: Lorenzo Mansutti