Evasione fiscale, indagine Ue sul Regno Unito Brexit a parte, la Commissione europea ha avviato un´indagine su Londra e le sue tassazioni fiscali. Dopo Lussemburgo, Olanda e Irlanda dunque anche il Regno Unito viene monitorato in rapporto a quanto permette di pagare (o non pagare) per alcune operazioni effettuate, in particolare, dalle multinazionali. Sotto osservazione è una triangolazione che le grandi imprese sfruttano con relativa facilità per non vedere tassate ad alte aliquote alcuni redditi che passano in conti societari offshore. L ´evasione fiscale in Uk viene combattuta dall´obbligo di legge che costringe le aziende a riportare a Londra i guadagni spostati nei paradisi fiscali che offrono “asilo politico” a tanti che non ne avrebbero davvero necessità. La danese Margrethe Vestager, Commissaria europea alla Concorrenza, sta già lavorando da qualche anno per evitare gli aiuti di Stato a parecchie realtà come Gazprom, Apple, Starbucks, Amazon etc.: è dell´anno scorso la sanzione da 13 miliardi di euro comminata proprio nei confronti dell´azienda fondata da Steve Jobs. “Esamineremo attentamente – ha affermato Vestager, come riporta ilSole24Ore.com (http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-10-26/finanziamenti-offshore-londrariflettori- ue-214547.shtml?uuid=AEPFTNwC&refresh_ce=1) – una esenzione alle regole britanniche sulla lotta contro l´evasione fiscale applicata ad alcune operazioni di multinazionali per valutare se non viola le regole dell´Unione nel campo degli aiuti di Stato”. Da Bruxelles si alzano perciò sospetti neanche tanto velati: sembra che nel bel mezzo delle trattative tra il governo inglese di Theresa May e l´Unione Europea l´intenzione sia quella di non lasciarsi sfuggire nulla. Le responsabilità ora diventano tali e Bruxelles vuole farle pesare. Per i molti aspetti che la Brexit si trascina dietro gli aiuti in campo fiscale concessi da un Paese rispetto ad un altro potrebbero spostare diversi equilibri. Stando alle dichiarazioni dei maggiori rappresentanti politici inglesi il Regno Unito ha fin qui offerto la massima collaborazione sostenendo che l´accordo non sarebbe lontano. Pochi giorni fa May aveva dichiarato che “entrambe le parti in gioco terranno in considerazione le reciproche proposte formulate per raggiungere un punto d´incontro con mente aperta”. Vedremo se alle parole seguiranno anche i fatti.

Evasione fiscale, indagine Ue sul Regno Unito

 

Brexit a parte, la Commissione europea ha avviato un´indagine su Londra e le sue tassazioni

fiscali. Dopo Lussemburgo, Olanda e Irlanda dunque anche il Regno Unito viene monitorato in

rapporto a quanto permette di pagare (o non pagare) per alcune operazioni effettuate, in

particolare, dalle multinazionali.

Sotto osservazione è una triangolazione che le grandi imprese sfruttano con relativa facilità

per non vedere tassate ad alte aliquote alcuni redditi che passano in conti societari offshore. L

´evasione fiscale in Uk viene combattuta dall´obbligo di legge che costringe le aziende a

riportare a Londra i guadagni spostati nei paradisi fiscali che offrono “asilo politico” a tanti che

non ne avrebbero davvero necessità. La danese Margrethe Vestager, Commissaria europea

alla Concorrenza, sta già lavorando da qualche anno per evitare gli aiuti di Stato a parecchie

realtà come Gazprom, Apple, Starbucks, Amazon etc.: è dell´anno scorso la sanzione da 13

miliardi di euro comminata proprio nei confronti dell´azienda fondata da Steve Jobs.

“Esamineremo attentamente – ha affermato Vestager, come riporta ilSole24Ore.com

(http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-10-26/finanziamenti-offshore-londrariflettori-

ue-214547.shtml?uuid=AEPFTNwC&refresh_ce=1) – una esenzione alle regole

britanniche sulla lotta contro l´evasione fiscale applicata ad alcune operazioni di

multinazionali per valutare se non viola le regole dell´Unione nel campo degli aiuti di Stato”.

Da Bruxelles si alzano perciò sospetti neanche tanto velati: sembra che nel bel mezzo delle

trattative tra il governo inglese di Theresa May e l´Unione Europea l´intenzione sia quella di

non lasciarsi sfuggire nulla. Le responsabilità ora diventano tali e Bruxelles vuole farle pesare.

Per i molti aspetti che la Brexit si trascina dietro gli aiuti in campo fiscale concessi da un Paese

rispetto ad un altro potrebbero spostare diversi equilibri. Stando alle dichiarazioni dei

maggiori rappresentanti politici inglesi il Regno Unito ha fin qui offerto la massima

collaborazione sostenendo che l´accordo non sarebbe lontano. Pochi giorni fa May aveva

dichiarato che “entrambe le parti in gioco terranno in considerazione le reciproche proposte

formulate per raggiungere un punto d´incontro con mente aperta”. Vedremo se alle parole

seguiranno anche i fatti.

Post Author: Lorenzo Mansutti