Un ex avvocato di Asti suona il piano, il ritorno di Conte

Un ex avvocato di Asti suona il piano, il ritorno di Conte

 

Per il London Jazz Festival ci sarà anche Paolo Conte. L’appuntamento con il concerto del

cantautore di Asti è alla Royal Festival Hall, lunedì 13 novembre. Ottantuno anni da compiere

a gennaio, Paolo Conte ritorna a Londra con i suoi musicisti ed un repertorio infinito (trentadue

gli album realizzati fino ad oggi) di musiche e parole.

Dopo l’ultimo disco, “Amazing game”, presentato nel 2016 l’ex avvocato canterà e suonerà il

suo pianoforte ripercorrendo pezzi che hanno fatto la storia della musica italiana degli ultimi

quarant’anni. E’ probabile che si spazierà dalle canzoni esclusivamente strumentali dell’ultimo

lavoro a quelle scritte per altri agli inizi della carriera: “Azzurro”, che venne interpretata e resa

famosa da Adriano Celentano, “Messico e nuvole” cantata da Enzo Jannacci, “Onda su onda” e

“Genova per noi” dall’altro compianto Bruno Lauzi. Ci sono poi alcuni classici del repertorio di

Paolo Conte che tutti sono abituati ad ascoltare soltanto e direttamente dalla sua voce roca:

stiamo parlando di “Bartali”, “Gelato al limon”, “Via con me” (amata e cantata anche da Roberto

Benigni) e moltissime altre. Quello che il cantautore piemontese porta sui palchi di mezzo

mondo da decenni sono immagini e descrizioni spesso simili ad inquadrature

cinematografiche, racconti esotici e lontani che ricordano la musica afroamericana ma anche

momenti raccolti nella provincia italiana. Amato dalla critica musicale e dal pubblico, Paolo

Conte è uno dei pochi che è sempre riuscito a sposare i gusti più raffinati con quelli più comuni.

Una qualità che appartiene a pochi artisti.

Molto famoso anche in Francia (diverse le onorificenze guadagnate nel paese transalpino)

Conte rientra nel Regno Unito dove più di dieci anni fa debuttò anche con un musical,

“Razmataz”. Tempo fa l’Università di Macerata gli riconobbe una laurea honoris causa in

Lettere moderne con la seguente motivazione: “Per l’alta valenza letteraria della sua proposta

artistica – si leggeva – e per i testi delle sue canzoni, tra le più interessanti produzioni poetiche

del Novecento”.

Post Author: Lorenzo Mansutti