John Lewis store non all’altezza, la protesta corre su Twitter

John Lewis store non all’altezza, la protesta corre su Twitter

 

A Horsham, una città ad appena 50 chilometri da Londra, i celebri John Lewis store sono finiti

al centro di dure critiche. Una foto pubblicata su Twitter da Laura Moore, mamma di un

bambino disabile di 8 anni, sta rendendo palese tutte le difficoltà che deve affrontare al giorno

d’oggi chiunque abbia a che fare con gli handicap e che si muova in città quando non esistono

toilette adatte ai disabili.

L’immagine scattata da una parente dentro i bagni dei magazzini John Lewis mostra il piccolo

William steso a terra per poter essere cambiato da sua madre. Il figlio, tetraplegico, è troppo

grande per poter utilizzare i fasciatoi che di solito sono a disposizione per i bimbi ancora in fasce

e, lo sappiamo un po’ tutti, le condizioni igieniche dei bagni frequentati da centinaia di persone

(se non di più) lasciano spesso a desiderare. Il tweet, lanciato il 10 novembre, recita così:

“Mentre tutti vanno in delirio per la meraviglia della nuova pubblicità di @johnlewisretail…

Prendetevi qualche istante per dare un’occhiata a questa foto scattata in uno dei loro

magazzini sul perchè non si occupino di allestire #changingplaces a favore delle persone

gravemente disabili e si rifiutino di farlo. Priorità”. La dichiarazione in difesa del piccolo William

già ieri era stata ritwittata più di 1200 volte. Laura Moore, che vive con la sua famiglia nel West

Sussex, è una dei membri più attivi della campagna “Changing Places” che cerca di

sensibilizzare le persone e gli esercizi commerciali a venire incontro ai disabili che vivono grossi

problemi sia negli spostamenti sia nel trovare spazi adeguati ed equipaggiati per le prime

necessità.

Come si legge sul Corriere.it (http://www.corriere.it/esteri/17_novembre_15/londra-madrecostretta-

cambiare-figlio-disabile-terra-bufera-grandi-magazzini-john-lewis-d2368cfa-ca11-

11e7-8a54-e86623f761be.shtml) la signora Moore ha dovuto adattarsi e trovare in fretta una

soluzione: “Quello che ho fatto è pericoloso per lui – ha detto -, non è igienico ed è degradante.

Ho cercato un posto dove poterlo cambiare ma non l’ho trovato”. Purtroppo quello dei luoghi

pubblici non adatti a fornire servizi all’altezza della clientela o non in grado di reggere flussi

consistenti è un problema che si ripete ancora molto spesso.

Post Author: Lorenzo Mansutti