Paradise Papers, fuga di notizie sui milioni dei potenti. Compresa Elisabetta II  

Paradise Papers, fuga di notizie sui milioni dei potenti. Compresa Elisabetta II

 

Tredici milioni di documenti per sapere che la Regina Elisabetta non paga le tasse. Quella dei Paradise Papers è la seconda grande fuga di notizie (dopo i Panama Papers l’anno scorso) raccolta e condivisa da coloro che fanno capo all’Icij, il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi, di cui in Italia fa parte il settimanale l’Espresso. Insieme alla regina d’Inghilterra c’è anche Noor, Regina di Giordania, e molti politici e ‘star’ quali Madonna e Bono Vox.

I ‘file’ sono arrivati nelle mani dei giornalisti che lavorano per il tedesco Suddeutsche Zeitung direttamente da due studi che si occupano di aziende che operano in paradisi fiscali, dove non si pagano le tasse sui profitti. I nomi sono quelli di Asiaciti Trust e Appleby (più di 100 anni di vita), rispettivamente di stanza a Singapore e alle Isole Bermuda: per controllarli tutti quasi 400 giornalisti si sono messi al lavoro. Nel complesso sono state coinvolte all’incirca un centinaio di testate tra cui alcune molto note come the Guardian, New York Times, Bbc, Le Monde etc. Dalle prime notizie che giungono Elisabetta II, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, avrebbe portato 10 milioni di sterline alle Cayman. L’ultranovantenne sovrana si trova comunque in buona compagnia: dai Paradise Papers emergerebbero anche i luoghi dove più di un centinaio di politici (di tutti i Paesi) conservano i loro risparmi, oltre agli affari tra Wilbur Ross, segretario al Commercio dell’amministrazione Trump, e la Russia, e a quelli di Stephen Bronfman, tesoriere del premier canadese Justin Trudeau. Davvero ce n’è per tutti: sembra proprio che i capitali off-shore facciano la felicità delle tasche di molti potenti, gli stessi che spesso sono chiamati a chiedere sacrifici ai propri concittadini. E’ questo il lato più discutibile di tutta la faccenda. Se l’esistenza di società off-shore è infatti legale nel caso vengano dichiarate al fisco dei rispettivi Paesi, non passa certo inosservata la possibilità di conservare la segretezza sul nome di chi ne è titolare. Molti degli interessati, una volta interpellati dai giornalisti sulla possibilità di rilasciare una dichiarazione, hanno declinato o si sono dileguati. Anche la regina Elisabetta s’è smarcata affermando che lei comunque paga le tasse.

 

Post Author: Lorenzo Mansutti