Trasporti e ‘lifestyle‘, Londra scende nelle classifiche

Trasporti e ‘lifestyle‘, Londra scende nelle classifiche

 

Il trasporto pubblico di Londra è il più costoso al mondo. La notizia non è nuovissima, ma è

tuttora valida: secondo un report della Deutsche Bank emesso la scorsa primavera il prezzo dell

´abbonamento mensile nella capitale tocca la cifra record di 135 sterline di media. Molto

distanziate tutte le altre metropoli citate nella speciale classifica, a partire dalla vicina Dublino

(la seconda in assoluto più costosa).

Trentatrè i pound che ogni mese restano nelle tasche di un dublinese rispetto ad un qualsiasi

cittadino londinese. A seguire vengono le altre città: Auckland, New York, Tokyo, Amsterdam,

Sydney, Zurigo, Melbourne e Toronto. Spostarsi qui risulta più economico ed indolore per i

‘budget‘ mensili delle famiglie. Anche per quanto riguarda il livello degli affitti Londra non si pone

certo in una posizione privilegiata: molto alte le richieste ed in grado di mettere in seria difficoltà

chi viene da fuori e non riesce a trovare un lavoro dignitoso in tempo utile. Secondo il rapporto di

Deutsche Bank anche la qualità della vita di Londra lascerebbe un pò a desiderare, ma per quest

´aspetto è equiparata ad altre illustri come New York, Parigi e Tokyo. Nelle quattro metropoli

infatti alcuni parametri come il crimine e l´inquinamento contribuirebbero a rendere difficile la

vita degli abitanti facendole scendere di parecchi posti in graduatoria. Un livello della vita ai

massimi è quello registrato invece nella città neozelandese di Wellington, a cui si avvicinano

pure Edimburgo, Vienna, Melbourne e Zurigo.

Negli ultimi tempi, perciò, accanto ai costi eccessivi per il trasporto pubblico Londra è andata

perdendo anche un pò dell´attrattività che l´aveva resa appetibile per lavori molto ben

retribuiti: pur rimanendo a buoni livelli le buste paga hanno subíto in media una diminuzione,

specialmente se poste in confronto diretto con altre città. Forse alcune ragioni che hanno spinto

molti a scegliere la Brexit si trovano anche qui.

Post Author: Lorenzo Mansutti