Tusk chiama in causa Londra ed invita l´Ue a resistere

Tusk chiama in causa Londra ed invita l´Ue a resistere

 

A Strasburgo la Brexit fa ancora discutere. Durante la sessione plenaria del Parlamento

europeo di oggi Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo, è intervenuto per ricordare a

tutti che “l´Ue deve mantenere l´unità a 27”. “Gli stress test più duri – ha affermato – sono

davanti a noi, ma dobbiamo restare uniti”.

Tusk ha voluto mettere l´accento sulla forza che l´Unione Europea può esprimere al di là dell

´esito finale delle trattative che verranno condotte con il Regno Unito. Anzi, secondo le parole

di Tusk tutto deriva da che cosa Theresa May ed il suo governo avranno intenzione di fare in

futuro. “Dipende da Londra come questa vicenda – ha continuato il Presidente del Consiglio

Europeo – andrà a finire: con un buon accordo, senza alcun accordo oppure senza Brexit”. Nei

primi mesi dell´anno nuovo, forse a febbraio, il Consiglio Europeo si riunirà in via

straordinaria per decidere quale dovrà essere il nuovo assetto del Parlamento in caso di

conferma della fuoriuscita del Regno Unito dall´Unione. L´obiettivo di Tusk sarebbe quello di

non sostituire i seggi ancora oggi occupati dai parlamentari britannici ma di ridurne il numero

totale dato che l´Ue si troverà con un Paese in meno. Nel frattempo sulla stampa italiana Jill

Morris, ambasciatrice britannica a Roma, ha usato toni molto più concilianti di quanto non

abbia fatto Tusk: “Restiamo europei – ha garantito –, senza rinnegare la nostra identità”. Sicura

di sè e del dialogo avviato Morris ha ribadito: “Puntiamo ad avviare subito il negoziato sul

periodo di transizione che durerà minimo due anni, per superare le incertezze di questa fase,

rassicurare business e cittadinanza”.

Sempre da Strasburgo anche la Prima ministra Theresa May è intervenuta sul tema: “Sono

ambiziosa ed ottimista – ha sostenuto – riguardo al futuro del Regno Unito e di questi

negoziati”. Allo stato attuale sembra proprio che, stando alle dichiarazioni dei politici, nessuno

voglia scoprire davvero fino in fondo le proprie carte: il balletto delle responsabilità è ancora

alla fase preliminare.

 

 

Post Author: Lorenzo Mansutti