“Vinca il peggiore” inaugura la Settimana della lingua italiana

“Vinca il peggiore” inaugura la Settimana della lingua italiana

 

E’ al nastro di partenza la XVII Settimana della lingua italiana nel mondo (16-22 ottobre). Per

la ricorrenza l’Istituto italiano di Cultura ospita, martedì 17, l’incontro con Enrico

Franceschini, giornalista italiano anche autore di libri, il quale presenterà il suo ultimo

romanzo “Vinca il peggiore. La più bella partita di basket della mia vita”. L’ingresso è libero e

l’appuntamento per gli interessati è a partire dalle ore 19.

Enrico Franceschini vive a Londra ed è il corrispondente dalla capitale britannica per il

quotidiano la Repubblica. Dopo aver lavorato anche da altre importanti città come Mosca,

Gerusalemme, Washington e New York ed aver vinto un Premio Europa per il giornalismo

(1994), Franceschini si è dedicato molto alla sua attività di scrittore negli ultimi tempi. “Vinca

il peggiore. La più bella partita di basket della mia vita” è una storia che incrocia le normali

attività quotidiane che capita di affrontare ed il ricordo di qualcosa di “epico” a cui si è

assistito tanto tempo prima. Nel particolare Franceschini racconta di un italiano, allenatore di

pallacanestro, che riesce con la propria squadra di giovanotti (tra cui suo figlio) ad arrivare fino

alla finale del campionato giovanile a cui partecipano. Il risultato finale però appare più che

scontato: il suo quintetto non è infatti all’altezza degli avversari che invece godono di tutti i

favori del pronostico. Sono più forti e dotati in centimetri, aspetto questo fondamentale: i

secondi sono destinati a dominare il match. Sarà una di quelle partite senza storia.

All’allenatore viene però alla mente una storica partita vissuta davanti alla televisione tanti

anni prima: siamo nel 1985 ed il team di Georgetown trova quello di Villanova in un’altra

finale, per l’appunto, anche questa già scritta. E’ il campionato universitario a stelle e strisce: la

celebre NCAA. Il bacino dei futuri campioni NBA: non un torneo qualsiasi. Ebbene vinsero

proprio quelli che non avevano all’inizio nemmeno una “chance” di gioire alla fine dell’incontro.

 

 

Post Author: Lorenzo Mansutti